Un dato importante su un pericoloso effetto collaterale di omeprazolo e magnesio ci arriva da un lavoro recentemente pubblicato.

Gli inibitori di pompa protonica sono comunemente utilizzati nella terapia di tutte le malattie correlate ad un’ ipersecrezione acida da parte dello stomaco.

In letteratura viene segnalato un numero piccolo ma in aumento di pazienti nei quali i livelli ematici di magnesio sono troppo bassi per effetto di assunzione prolungata di inibitori di pompa protonica.

Il meccanismo molecolare alla base di questo fenomeno non è stato identificato  ma sembrerebbe correlato ad una ridotta capacità di assorbimento del magnesio da parte dell’ intestino.

Nei casi osservati il fenomeno  è comparso in genere dopo assunzione prolungata del farmaco, mediamente 5 anni con estremi però variabili tra 14 giorni e 13 anni.

In tutti i casi alla sospensione del farmaco la magnesiemia è rientrata nei valori normali e si è nuovamente ridotta in caso di ripresa della terapia.

Somministrando a questi pazienti un antiH2, ovvero un farmaco della classe della cimetidina per inibire la secrezione acida non si è osservato alcun effetto sulla magnesiemia

L’ ipomagnesiemia è una condizione potenzialmente seria e si manifesta con tetano, crisi convulsive,aritmie cardiache e ipocalemia secondaria.

Lo studio ha osservato 36 casi citati in 18 articoli apparsi in letteratura dal 2006, i pazienti erano sia maschi sia femmine di età variabile e nel 75% dei casi l’ inibitore di pompa assunto era l’omeprazolo.

Questo effetto collaterale peraltro si è osservato anche dopo assunzione di altri farmaci quali gentamicina, ciclosporina e cisplatino ed il numero di casi identificati è piccolissimo rispetto ai pazienti che assumono il farmaco, tuttavia è pur vero che molti casi potrebbero non essere stati riconosciuti essendo giunti all’ attenzione solo quelli con una sintomatologia severa tale da porre il sospetto e condurre ad un dosaggio della mangnesiemia.

In conclusione gli Autori suggeriscono di dosare periodicamente il magnesio in pazienti che assumono cronicamente inibitori di pompa, prestare particolare attenzione ad eventuali sintomi e nei casi identificati sospendere la somministrazione del farmaco e sostituirlo eventualmente con un derivato della cimetidina.

 

M.W. Hess et al, Alim Pharm Ther, 2012;36 (5): 405-413