La sindrome dell’ intestino irritabile colpisce più del 10% della popolazione generale, è una malattia cronica a causa sconosciuta caratterizzata da dolore addominale e irregolarità alvine in assenza dei cosiddetti segni di allarme quali ad esempio il calo di peso o l’ anemia.

In un numero significativo di pazienti affetti da colon irritabile, la flora batterica intestinale appare alterata e l’ esecuzione di un esame specifico che si chiama breath test al lattulosio permette di identificare i pazienti affetti da contaminazione batterica dell’ intestino tenue o sibo.

La rifaximina ( in Italia commercializzata come Rifaximina, Rifacol o Normix) è un antibiotico battericida del gruppo delle rifaximine modificato in modo da non venire assorbito dal tratto digestivo e quindi, se assunto per bocca, in grado di esercitare la sua azione localmente.

Un gruppo di Autori ha recentemente pubblicato un lavoro che conferma i dati di una ricerca italiana del 2009*: in 150 pazienti affetti da sindrome dell’ intestino irritabile diagnosticata secondo i criteri di Roma III ed escluse altre patologie mediante esami endoscopici e bioptici, postivi al breath test al lattulosio si è somministrata rifaximina 800 mg per 14 giorni consecutivi ed è stata misurata la presenza e gravità dei sintomi secondo una scala detta Likert prima del trattamento, 4 e 14 settimane dopo la conclusione.

Il miglioramento statisticamente significativo ha riguardato i sintomi ‘gonfiore addominale’, meteorismo, diarrea e dolore addominale ed è risultato ancora evidente anche al controllo a 14 settimane.

Un breath testi di controllo al lattulosio eseguito a 4 settimane dalla fine della cura è risultato nei limiti della norma nell’ 86% dei pazienti precedentemente tutti positivi.

Gli autori hanno quindi concluso che un ciclo di due settimane di rifaximina riduce significativamente i sintomo nella sindrome dell’ intestino irritabile in un’ alta percentuale dei pazienti per almeno tre mesi con effetti collaterali modesti e trascurabili.

Lo studio presenta sicuramente dei limiti e molto resta da capire in questa patologia, ogni soluzione tuttavia che permetta di migliorare la qualità della vita in questi pazienti con effetti collaterali modesti è benvenuta e deve far parte dell’ armamentario di ogni buon gastroenterologo.

 

P.Meyrat et al, Aliment Pharmacol Ther. 2012; 36 (11): 1084-93)

 

* World J Gastroenterol. 2009 Jun 7;15(21):2628-31. Small intestine bacterial overgrowth and irritable bowel syndrome-related symptoms: experience with Rifaximin. Peralta S, Cottone C, Doveri T, Almasio PL, Craxi A.