L’ esofago di Barrett come è noto è una precancerosi associata all’ adenocarcinoma, ovvero tumore maligno del cardias e si verifica quando la mucosa esofagea di tipo squamocellulare viene sostituita da epitelio intestinale di tipo colonnare.

La diagnosi viene posta mediante gastroscopia, anche per via transnasale, e biopsie.

Una meta analisi appena pubblicata ha studiato il rapporto tra esofago di Barrett e la comparsa di tumori benigni, ovvero polipi e maligni ovvero adenocarcinomi localizzati al colon.

Dopo una attenta selezione , tra 1351 lavori esaminati sono stati considerati 11 studi, uno prospettico e dieci retrospettivi per un totale di 2580 casi di esofago di Barrett e si è evidenziato un aumentato rischio di tumori del colon globalmente considerati, di tumori del colon benigni ovvero polipi e soprattutto di adenocarcinomi.

Il sospetto di tale associazione era nato già nel 1985 e diversi studi avevano cercato di verificarlo con risultati contradditori.

Al momento attuale non è stato identificato il meccanismo per cui si verifica tale associazione, soprattutto per quanti riguarda eventuali fattori genetici o ambientali.

L’ aumento del rischio quantitativamente è modesto e paragonabile a quello dei parenti di primo grado di pazienti affetti da tumore del colon.

Resta quindi da definire se è indicato proporre una valutazione mediante colonscopia a tutti i pazienti affetti da esofago di Barrett ed allo stato attuale le indicazioni in merito sono controverse.

Sicuramente tuttavia in presenza di più fattori di rischio oltre al Barrett quale ad esempio la familiarità, appare ragionevole proporre e suggerire al paziente lo studio del colon mediante colonscopia in presenza di questa condizione.

 

Riferimenti: J. Andrici et al., Aliment Pharmacol Ther.2013; 37(4): 401-10