HelicobacterNon si tratta di una novità in senso assoluto: già due metaanalisi in passato avevano studiato il rapporto e stabilito una relazione tra infezione e aumento dei rischio di sviluppare tumori benigni o maligni al colon.

Si trattava però di lavori con piccoli numeri e nei quali l’ infezione veniva determinata mediante esami ematici.

Uno studio attuale invece condotto negli Stati Uniti e appena pubblicato ha analizzato ben 156000 pazienti sottoposti sia a gastroscopia sia a colonscopia alla ricerca di una relazione tra la gastrite associata a Helicobacter Pilori istologicamente determinata e la presenza di neoplasie coliche.

Si è evidenziata maggiore incidenza di polipi iperplastici, adenomatosi, tubulari e villosi, con displasia di grado severo e soprattutto di adenocarcinomi nei pazienti con una diagnosi contemporanea di gastrite Heliclobacter positiva.

Il rischio sembra  riguardare tutti i tipi di polipi colici e non è limitato solo alla gastrite ma è presente anche per  la metaplasia intestinale gastrica, gli adenomi, i linfomi e il carcinoma allo stomaco.

Il presente studio ha i suoi punti di forza nella numerosità del campione e nei criteri rigorosi, endoscopici ed istologici per stabilire le diagnosi.

L’ associazione si è dimostrata quindi particolarmente significativa per gli adenocarcinomi rispetto ai polipi benigni e riguarda tutte le localizzazioni.

 

Cancro al colonIl meccanismo alla base del fenomeno non è stato ancora chiarito anche se pare prevalente l’ ipotesi secondo la quale una maggiore produzione dell’ ormone gastrina da parte dello stomaco infetto contribuisca a fattore di stimolo per le neoformazioni coliche.

SI è quindi ipotizzato che la maggiore eradicazione dell’ infezione ottenuta negli ultimi anni abbia contribuito in qualche modo a ridurre l’ incidenza di neoplasie colorettali.

 

Andrebbe forse considerato infine  eradicare l’ infezione anche al di fuori delle note e standardizzate indicazioni al fine di prevenire lo sviluppo di queste neoplasie e  studiare il colon mediante colonscopia anche in pazienti asintomatici non a rischio in presenza di infezione in atto per una diagnosi precoce.

 

A.Sonnenberg,R.Genta, Am.J. Gastroenterol 2013;108:208-215