L’autismo è una sindrome comportamentale a causa sconosciuta con esordio in genere entro il terzo anno di età e riguarda un bambino su 150 secondo le stime più recenti.

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/820-ripensare-autismo.html

L’associazione tra autismo e malattie dell’apparato digerente è stata già segnalata da tempo e riguarda in particolare malattie infiammatorie croniche intestinali quali Morbo di Crohn e colite ulcerosa, esofagite da reflusso, gastrite e stipsi con una prevalenza di sintomi digestivi che raggiunge in 70%.

L’acalasia è un disturbo primitivo della motilità esofagea a causa sconosciuta, è una patologia rara con un incidenza annuale di 0.11 casi ogni 100.000 bambini e si presenta in genere con disfagia, rigurgito e sintomi simili a quelli della malattia da reflusso.

http://www.medicitalia.it/news/3166-la_p_o_e_m_una_innovativa_tecnica_endoscopica_per_il_trattamento_dell_acalasia.html

Non era mai stata descritta in passato un’associazione tra queste due patologie, ora invece un gruppo di ricercatori italiani dell’Università di Padova ha recentemente osservato e pubblicato tre casi, relativi a tre bambini di 12, 14 e 15 anni affetti da autismo nei quali la sintomatologia digestiva ha portato all’esecuzione di accertamenti che hanno confermato la diagnosi di acalasia, successivamente trattata con terapia endoscopica o chirurgica secondo le modalità abituali.

Le scarse conoscenze attuali sulla patogenesi alla base delle due malattie non permettono al momento di stabilire un eventuale fattore comune che possa avere un ruolo in entrambe; trattandosi tuttavia di patologie poco comuni, un’associazione osservata in breve tempo in tre bambini costituisce un campanello d’allarme di cui tenere conto.

Appare quindi ragionevole secondo gli Autori, e condivisibile dal mio punto di vista, prestare particolare attenzione ad una eventuale sintomatologia digestiva in bambini autistici  e conseguentemente eseguire gli approfondimenti necessari quando indicati a confermare la diagnosi, in particolare la radiografia del tubo digerente, la manometria esofagea ed eventualmente la gastroscopia.

A diagnosi confermata, la terapia endoscopica o chirurgica permette di curare adeguatamente la malattia con immediata scomparsa della sintomatologia.

 

Riferimenti: Betalli P. et al,Diseases of the esophagus (2013) 26,237-240