La colite da Clostridium è una malattia poco nota ma responsabile di circa 14000 morti ogni anno negli Stati Uniti e la cui incidenza è in aumento per varie ragioni, anche in Italia.

Il trapianto di feci nella terapia delle coliti da Clostridium Difficile recidive o resistenti è una realtà consolidata e numerose sono oramai le pubblicazioni scientifiche ed i casi trattati con esito positivo in più del 90% dei casi trattati.

In tutti questi casi tuttavia il trapianto di feci da donatore è sempre stato realizzato per via transanale mediante clistere oppure utilizzando un sondino naso gastrico.

 pillole

Alla IDWeek 2013 appena conclusasi a San Francisco, il gruppo di Thomas Louie, Professore di malattie infettive e microbiologia all’ Università di Calgary, Canada, ha proposto una nuova via di somministrazione.

I ricercatori di Calgary hanno centrifugato e trattato le feci da trapiantare rivestendole di gelatina e producendo delle capsule da somministrare per via orale. Il rivestimento ha permesso di ottenere il rilascio dei principi attivi, ovvero dei batteri direttamente nell’intestino.

Ai pazienti è stata sospesa la terapia antibiotica in corso a base di vancomicina il giorno prima della assunzione ed in seguito è stato somministrato un lassativo. Dopo l’ ingestione delle capsule la flora batterica intestinale dei pazienti è risultata essere costituita da una flora polimicrobica ma in nessun caso è stato trovato Clostridium Difficile.

Nei 32 pazienti trattati, il numero di capsule assunto è stato variabile, da un minimo di 24 ad un massimo di 34, le feci sono state donate in genere da familiari e in tutti i 27 pazienti tranne un caso dubbio, si è ottenuta la guarigione senza alcuna recidiva.

Il trattamento è stato giudicato dai pazienti ben tollerato. Attualmente la terapia è approvata negli Stati Uniti dalla FDA solo per le colite recidive ma questi dati potrebbero far estendere le indicazioni a tutte le coliti da Clostridium.

Una terapia ‘naturale’ sembra quindi essere più efficace delle tradizionali terapie a base di antibiotici purtroppo spesso inefficaci in questi pazienti in genere anziani e portatori di patologie complesse.

 

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