Il cancro colorettale era la principale causa di morte per cancro negli Usa negli anni 40. Oggi è sceso al terzo posto (preceduto da polmone, prostata nell’uomo e mammella nella donna) in entrambi i sessi per tre ragioni:

  1. una riduzione dei fattori di rischio associati (fumo, consumo di carni rosse),
  2. una diagnosi precoce,
  3. una terapia piu’ efficace.

 

La recente pubblicazione delle statistiche relative al cancro del colon retto negli USA dell’American Cancer Society ha evidenziato un calo costante della mortalità complessiva negli ultimi dieci anni, ed un calo dell’incidenza, seppur con qualche distinzione nelle diverse classi di età.
Il calo di incidenza è infatti evidente dopo i 50 anni e marcato dopo i 65 mentre è comparso un leggero aumento nei giovani. Gli afroamericani invece continuano ad avere maggiore incidenza e maggiore mortalità.

Il calo di incidenza negli ultra sessantacinquenni è attribuibile ai programmi di screening che in questo gruppo ottengono la maggiore aderenza anche perché negli USA il piano assicurativo Medicare copre le spese dell’esame a questa età dal 2001.

In particolare l’utilizzo della colonscopia con il doppio vantaggio di permettere l’asportazione dei polipi benigni prima della degenerazione e la diagnosi precoce dei cancri già presenti, è cio’ che ha fatto la maggiore differenza. Il modesto aumento di incidenza nei giovani invece, è limitato alle localizzazioni distali, ovvero sigma e retto e pare attribuibile all’aumento dell’obesità e alla dieta.

Per questo motivo le linee guida dell’ American Cancer Society consigliano di eseguire una colonscopia a 40 anni per chi ha una familiarità di primo grado per polipi adenomatosi colorettali non ancora degenerati. L’alta incidenza e mortalità negli afroamericani sono spiegati dalla minore partecipazione ai programmi di screening ed a un documentato trattamento spesso subottimale dei pazienti con cancro diagnosticato spesso in stadi piu’ avanzati.

Questi dati sono di grande incoraggiamento per la realtà italiana dove sono presenti almeno due vantaggi rispetto all’esperienza statunitense: migliori abitudini dietetiche e minore obesità e soprattutto la copertura da parte del SSN per gli accertamenti eseguiti in corso di screening colonscopia compresa senza nessun costo aggiuntivi diretto per i pazienti.

E’ ipotizzabile quindi i nostri dati nei prossimi anni saranno ancora piu’ favorevoli rispetto a questi, purchè ovviamente la partecipazione ai programmi di screening sia adeguata grazie ad un’informazione corretta e completa alla popolazione.

 

Fonte: Cancer statistic 2014 - R. Siegel et al, CA Cancer J Clin, pub online march 17,2014