Qualche tempo fa ho visitato in Ospedale una paziente di 56 anni che riferiva un’importante sintomatologia digestiva (difficoltà a digerire, stipsi, forte meteorismo, dolori addominali, bruciori di stomaco, alitosi, ecc.).

Tale sintomatologia, sottolineava con preoccupazione la signora, era iniziata qualche mese dopo la diagnosi di diverticolosi del colon che le era stata fatta nel corso di una colonscopia di screening per il cancro colo-rettale: dal giorno successivo la paziente, che non aveva mai sofferto in passato di alcun disturbo digestivo, si era messa a “dieta” escludendo dalla sua alimentazione (come le aveva consigliato il suo medico ed un vicino di casa con diverticolosi...) tanti alimenti con fibre e semi: frutta secca, noci, uva, kiwi, pomodori, fragole e  tanta altra frutta e verdura con semi e semini.

Di tanto in tanto peró la signora si concedeva qualche frutto “incriminato”, ma solo dopo aver eliminato, con cura e pazienza, tutti i... semini!

  Colon con grandi diverticoli

Alla paziente è venuto un dubbio: ma non è che la causa di tali disturbi sia conseguenza proprio dell'alimentazione con ridotto contenuto di fibre e di alimenti con semi così utili per l’intestino ed in genere per l’organismo ?

Rispondo affermativamente consigliandole di riprendere la sua normale alimentazione in quanto non è stato mai dimostrato che frutta secca, noci, semi e semini potessero aggravare la diverticolosi o favorire l’infiammazione dei diverticoli. Anzi, è vero proprio il contrario.

Il concetto della “innocuità” di noci, mais, popcorn, semi e semini nella diverticolosi è stato evidenziato già da alcuni anni (Strate LL et al, JAMA. 2008 Aug 27;300(8):907-14)  e viene ancora oggi costantemente ribadito sempre in nuovi articoli come, ad esempio, nella recente Consensus Conference sulla Malattia diverticolare pubblicata sull’ United European Gastroenterology Journal (UEGJ, 2-5b 413; 2014).

Il consiglio di evitare cibi difficili da digerire come noci, frutta secca, verdure e frutta con semi, popcorn e mais nasceva dal sospetto che tali cibi potessero essere intrappolati all’interno dei diverticoli determinando infiammazione o emorragia. Ma tale associazione non è stata mai dimostrata, anzi il lavoro della dott.ssa Strate (condotto su un gruppo di quasi 50 mila persone confrontando pazienti che assumevano cibi con semi rispetto a pazienti con non ne assumevano) non solo non dimostra alcun rischio di tale alimentazione, ma al contrario rivela un effetto protettivo: i pazienti che assumevano noci, semi e mais avevano una possibilità di sviluppare una malattia diverticolare 20% inferiore rispetto a quelli che non ne assumevano ed un rischio del 28% in meno di sviluppare diverticolite ed emorragia.

Quindi, in definitiva, libertà assoluta per chi ha i diverticoli  ad alimenti come frutta secca, noci, semi, semini, mais, ecc. che fanno solo bene al nostro colon ed al nostro organismo. Da considerare, inoltre, il  "risvolto psicologico"  di tali pazienti che soffrono per tale situazione e vivono in una perenne angoscia nella paura di incontrare prima o poi il "semino killer". Si sentono, inoltre, socialmente in difficoltà visto che non possono alimentarsi liberamente dovendo rifiutare cibi  gustosi che, da sempre, fanno parte ormai della nostra tavola. Se non si vuole rifiutare il cibo allora lo si passa sotto la lente d'ingrandimento per cercare ed eliminare quei semini innocenti e di grande valore per il nostro corpo.

   

   

  

Foto: esempi di alimenti con semi (uva, kiwi, fragole, bacche di goji) che possono essere liberamente assunti dai pazienti con diverticoli del colon. Come  anche; fichi d'India, melograno, cocomero, frutti di bosco, zucchine, fagiolini, melanzane, lenticchie, pomodori, cetrioli, pane con semi di sesamo, ecc.

 

Ma cosa sono i diverticoli?

E’ già presente su questo sito un articolo molto esaustivo sui diverticoli e sulle loro complicanze (I diverticoli del colon) a cui rinviamo per maggiori approfondimenti. Riteniamo utile però riportare alcuni concetti fondamentali. 

Definizione

Diverticoli: i diverticoli sono delle piccole sacche estroflesse (erniazioni della parete) che si formano nel tratto digestivo e soprattutto nell’ultimo tratto del colon (sigma ).

Diverticolosi: è la presenza di più diverticoli nel colon, in assenza di sintomi. Spesso è un riscontro occasionale a seguito di accertamenti (radiologici o endoscopici) eseguiti per altre indicazioni (ad es. lo screening del cancro colo-rettale).

Malattia diverticolare sintomatica (non complicata): caratterizzata da sintomi addominali ricorrenti, (come meteorismo, dolore addominale e a volte alvo irregolare) che ricordano quelli del colon irritabile.

Diverticolite (ossia la malattia diverticolare complicata): è un episodio acuto (che può avvenire improvvisamente senza alcun segno premonitore) con sintomatologia solitamente rilevante: dolore addominale spesso costante e severo, che si localizza ai quadranti inferiori addominali con prevalenza  in fossa iliaca sinistra, alterazione dell’alvo (stipsi) febbre-febbricola, leucocitosi. L’entità dei disturbi dipende dall’estensione dell’infezione e dalle complicazioni, come la peritonite.

Evoluzione

Il 75-90% dei diverticoli sono del tutto asintomatici o presentano una sintomatologia da colon irritabile.
Solo in una piccola percentuale dei casi si può sviluppare la malattia diverticolare complicata: diverticolite, emorragia, stenosi, ecc..

 

La gestione delle diverse forme cliniche

La diverticolosi, ossia la presenza di diverticoli senza sintomatologia non necessita di alcuna terapia farmacologica, né di restrizioni alimentari. Il paziente non deve assolutamente cambiare le proprie abitudini alimentari solo perchè le è stata diagnosticata una diverticolosi.

Nella Malattia diverticolare non complicata, ossia in quella condizione clinica con sintomi più o meno accentuati (dolori addominali, meteorismo, alvo irregolare) o anche in soggetti che oltre alla sintomatologia di base hanno avuto qualche pregresso episodio di diverticolite, ci sono diverse opzioni terapeutiche che mirano a controllare la sintomatologia ed a prevenire futuri episodi di infiammatori acuti. Il trattamento comprende fibre, probiotici, antibiotici locali (rifaximina), antiinfiammatori intestinali (mesalazina). Sarà comunque il medico specialista a indicare in base alla storia clinica del paziente il trattamento più opportuno.

La Malattia diverticolare complicata (diverticolite,ecc.) deve essere gestita in ambiente ospedaliero oppure, se l’infiammazione è contenuta, anche a domicilio sotto diretta osservazione del proprio medico. Tale condizione prevede il riposo intestinale, con la sospensione o la modificazione dell’alimentazione; antibiotici ed una buona idratazione.

 

E infine non dimenticare che....

  • una dieta povera di fibre vegetali favorisce lo sviluppo della diverticolosi
  • sovrappeso ed obesità comportano un rischio maggiore di diverticolosi severa o complicata
  • i diverticoli non regrediscono
  • non sono necessari controlli endoscopici per la diverticolosi
  • i diverticoli non predispongono ai tumori del colon

 

Bibliografia

Consensus Conference sulla Malattia diverticolare: UEGJ, 2-5b 413; 2014 Strate LL et al, JAMA. 2008 Aug 27;300(8):907-14