In questi giorni a Roma si sta tenendo un importante Congresso Mondiale che vede riuniti ginecologi provenienti da tutto il mondo: il XX Congresso Mondiale della FIGO (Federazione Internazionale Ginecologia Ostetricia).

Vi riporto quello che è emerso a proposito di una tecnica diagnostica e chirurgica ormai diventata in alcuni casi insostituibile: l’ISTEROSCOPIA.

Vi ricordo che l’isteroscopia è una tecnica diagnostica e operativa, che ci consente cioè di fare sia una diagnosi, sia di effettuare un trattamento chirurgico di alcuni tipi di patologie che si possono riscontrare a livello dell’utero (polipi, fibromi sottomucosi,iperplasia endometriale, cancro, setto uterino. lisi di aderenze intrauterine ecc.)

Attraverso l’isteroscopia è possibile valutare molto attentamente l’interno dell’utero e poter effettuare una diagnosi di alcuni tipi di patologie che ad esempio sono state sospettate in base a particolari sintomi della paziente, come perdite di sangue al di fuori del ciclo, o in menopausa, o perché ad esempio è stata fatta un’ecografia transvaginale che ha messo in evidenza un endometrio ispessito e/o con un aspetto disomogeneo.

L’isteroscopia si effettua attraverso l’utilizzo uno strumento collegato ad una telecamera che viene introdotto all’interno dell’utero. La cavità uterina viene distesa con un gas, la CO2 in genere in caso di isteroscopia diagnostica, o con un mezzo liquido in caso di isteroscopia operativa (alcuni lo utilizzano anche per la diagnostica).

L’isteroscopia diagnostica è un esame che si fa in regime ambulatoriale, dura pochi minuti e non necessita di anestesia (tranne casi particolari).

L’isteroscopia operativa può essere fatta in regime ambulatoriale anche senza anestesia nei casi di piccole patologie (polipi di piccole dimensioni, biopsie, aderenze uterine isolate ad esempio), oppure in sala operatoria con anestesia generale, in caso di patologie maggiori come ad esempio polipi di grandi dimensioni, istmocele, fibromi sottomucosi, setto uterino , ritenzione di materiale abortivo o placentare, in genere in regime di Day Hospital, cioè con dimissione della paziente nell’arco della stessa giornata.

L’isteroscopia è una tecnica chirurgica che io amo definire “amica della donna” perché non necessita di incisioni chirurgiche sull’addome e quindi non lascia cicatrici, in quanto gli strumenti chirurgici vengono introdotti attraverso l’isteroscopio direttamente all’interno dell’utero e inoltre consente di curare la donna permettendole di conservare l’utero e anche le mestruazioni e la fertilità se è una donna in età fertile.

Tutto questo è molto importante per la donna e per il rispetto della femminilità, sia da un punto di vista fisico che psicologico.

Non meno importante poi l’aspetto legato ad un risparmio economico per la spesa del Servizio Sanitario Nazionale perché l’isteroscopia non richiede tempi di degenza ospedaliera, spese per esami e farmaci durante il ricovero, ed elimina la necessità ove possibile, di interventi complessi , come ad esempio le miomectomie per via laparotomica (con taglio sull’addome) e in alcuni casi demolitivi come l’asportazione dell’utero (isterectomie) che prima dell’avvento dell’isteroscopia costituivano le uniche opzioni terapeutiche per la donna.

Dalle relazioni e dal dibattito sull’argomento presentato al Congresso Mondiale FIGO 2012, è emerso quanto segue:

“L’isteroscopia è una tecnica che ha rivoluzionato la diagnosi e la terapia delle patologie endouterine come l’iperplasia dell’endometrio, i polipi endometriali e cervicali, i fibromi sottomucosi , e il cancro, ma anche nelle patologie uterine malformative, in particolare ha raggiunto il gold standard per il trattamento dell’utero setto.

L’isteroscopia è una tecnica in cui conta molto l’abilità dell’operatore.

E’ fondamentale quindi, soprattutto per quanto riguarda l’isteroscopia operativa, che chi si dedica a questo tipo di attività chirurgica lo faccia dopo aver effettuato un adeguato training, seguendo dei corsi accreditati, per uniformare anche il più possibile i risultati in tutte le strutture sanitarie

E’ stato sottolineato in particolare che il chirurgo isteroscopista deve avere la cultura necessaria che gli permette di scegliere tra le effettive indicazioni a questo tipo di tecnica e il tipo di strumento chirurgico più adeguato visto che negli ultimi anni in modo particolare, si assiste a una fiorente nascita di numerosi nuovi strumenti che deve confrontarsi con la effettiva necessità clinica del loro utilizzo, deve avere inoltre ben presenti i rischi della tecnica come le complicanze da intravasazione o da elettrochirurgia.

La tecnica inoltre da sola non basta, ma è importante avere la capacità critica di interpretare i quadri fisiologici e patologici in cui ci si può imbattere e se non si ha un training specifico anche in ecografia, è importante avere almeno la capacità di saper interpretare e valutare adeguatamente anche da un punto di vista critico i vari quadri ecografici.

Solo così l’isteroscopia può rendere al meglio e può ottenere lo spazio che merita nella diagnosi e nel trattamento delle patologie endouterine e rendersi alternativa o complementare alla diagnostica ecografica, oltre che esprimere al meglio le sue effettive potenzialità terapeutiche.”

Ritengo che questo messaggio sia fondamentale e illuminante per tutti i ginecologi che decidono di intraprendere questo percorso e dedicarsi a questa affascinante tecnica diagnostica e operativa per le patologie endouterine: l’isteroscopia, una tecnica “amica” delle donne…..