"Il 12 febbraio 2013 sono a rischio piu' di 1000 interventi tra parti cesarei programmati e induzione di parti programmati, che saranno anticipati o posticipati".

Per tale data e' infatti programmato il primo sciopero nazionale delle sale parto a cui parteciperanno le principali associazioni italiane dei ginecologi ed ostetrici italiani tra cui la Società italiana di ginecologia, l'associazione dei Ginecologi ospedalieri Associazione ginecologi universitari e l'Associazione italiana di ostetricia (Aio).

Circa 15000 operatori delle sale parto si asteranno in tale data garantendo soltanto i servizi di emergenza.

 

Quali sono i motivi di questo sciopero?

1) La certezza del finanziamento per la sanità pubblica e privata

2) La necessita' che sia applicata al piu' presto la riforma dei punti nascita gia' approvata nel 2010 e che prevede fra l'altro la chiusura dei punti nascita con meno di 1000 nati all'anno

3) La garanzia di misure immediate volte a risolvere il problema della responsabilità professionale in sanità

In particolare e' quest' ultimo punto a pesare sempre di piu' sulla tranquillita' lavorativa dei Colleghi ginecologi come peraltro anche dei Colleghi di altre specialita'.

I procedimenti penali contro i medici, l'innalzamento progressivo dei costi delle assicurazioni professionali cosi' come degli esami prescritti dai medici per tutelarsi contro eventuali contenziosi, che costano ai cittadini 12-14 miliardi di euro l’anno.

Eppure i dati che emergono mostrano come il 98,8 per cento dei procedimenti penali a carico di sanitari (di cui circa il 10 per cento ginecologi) é archiviato senza alcuna condanna per gli operatori.

 

Ecco mi sembrava una notizia molto importante che in questo momento riguarda i Colleghi ginecologi, ma che, secondo me riguarda tutta la categoria dei medici.

Ai colleghi ginecologi tutta la solidarietà anche da parte mia che appartengo alla categoria dei neonatologi, che frequentano la sala parta di routine e conoscono molto bene la situazione di disagio in cui tutti viviamo.

Mi piacerebbe sapere anche come la pensano i nostri colleghi ginecologi di medicitalia.