In occasione della Giornata Mondiale della Contraccezione che ricorre il 26 settembre, è importante riportare alcuni recentissimi studi, ai quali ho avuto l’onore di partecipare in rappresentanza dell’Italia per il “recruitment” delle pazienti, riguardanti la sicurezza della pillola contraccettiva.

Un primo studio INAS-OC ha valutato il rischio tromboembolico della pillola a 24 giorni contenente drospirenone rispetto alle più comuni pillole a 21 giorni. Lo studio è stato condotto su 185.623 donne per anno per una durata di 5 anni.

I risultati dello studio dimostrano che l’utilizzo del drospirenone a 24 giorni o 21giorni presenta un rischio tromboembolico paragonabile agli altri contraccettivi orali utilizzati nella pratica clinica quotidiana.

Un secondo studio TASC ha valutato la sicurezza cardiovascolare dell’anello contraccettivo rispetto ai contraccettivi orali combinati. Lo studio è stato eseguito in 5 Paesi Europei e negli Stati Uniti su una popolazione di 66.489 donne per anno dal 2007.

Lo studio ha dimostrato che il rischio tromboembolico venoso (VTE) ed arterioso (ATE) è sovrapponibile sia per l’uso dell’anello contraccettivo che per i contraccettivi orali combinati.

Un terzo e ultimo studio EURAS-OC è stato condotto su oltre 20.000 teenagers (età minore di 18 anni) in 9 Paesi Europei e negli Stati uniti.

Lo studio ha dimostrato che i contraccettivi orali sono sicuri ed efficaci nelle adolescenti e non vi sono maggiori rischi di reazioni avverse al farmaco o problemi legati alla fertilità futura rispetto alle utilizzatrici di maggiore età.

E’ in ogni caso importante sottolineare il fatto che la pillola contraccettiva è un farmaco che deve essere assunto sotto diretta prescrizione del ginecologo, il quale valuta l’accuratezza prescrittiva e le eventuali controindicazioni all’uso per ciascuna paziente.



Fonte: Pharmacoepidemiology & Drug Safety, 2013 Aug, Vol 22