Dopo la notizia della prima gravidanza da trapianto di tessuto ovarico, ecco un’altra notizia che apre nuove speranze per la cura della sterilità

Le donne che sono affette da insufficienza ovarica primaria presentano una sorta di menopausa precoce prima dei 40 anni, caratterizzata dall’impossibilità di portare a maturazione gli ovociti e quindi di ovulare. Era già stato osservato in precedenti studi che la frammentazione di tessuto ovarico poteva riattivare i follicoli e inibendo la proteina Pten si otteneva una ripresa della funzionalità ovarica.

In questo studio sono state trattate 27 donne con età media di 37 anni che non avevano il ciclo mestruale da 7 anni ed in 13 di queste è stato osservato che i follicoli potevano essere riattivati frammentando il tessuto ovarico e agendo sulla proteina Pten.

Questo procedimento avviene in vitro, successivamente il tessuto ovarico è stato reimpiantato per via laparoscopica nelle pazienti e, sottoposte a stimolazione ormonale, si è riusciti ad ottenere una ripresa funzionale con ovulazione. Gli ovociti sono stati poi fecondati in vitro e impiantati in utero. Nei giorni scorsi è nato il primo bambino mediante questa tecnica, mentre per altre pazienti è ancora in corso il trattamento.

Questa tecnica potrebbe aprire nuove frontiere per le donne affette da insufficienza ovarica primaria, come detto, ma anche in quelle affette da sindrome dell’ovaio policistico che non riescono ad arrivare all’ovulazione, evitando l’ovodonazione. Inoltre potrebbero beneficiare della tecnica tutte quelle donne che sono sottoposte a trattamenti anti-cancro che ne determinano sterilità o altre condizioni di ridotta riserva ovarica.

Fonte:

Hippo signaling disruption and Akt stimulation of ovarian follicles for infertility treatmentPNAS 2013 ; published ahead of print September 30, 2013,