Per vestibulodinia si intende una condizione di dolore localizzata a livello vulvare, in corrispondenza delle ghiandole di Bartolino e Skene, con presenza di bruciore, irritazione con i rapporti sessuali, utilizzo di pantaloni stretti o in concomitanza con attività come andare in bicicletta o a cavallo o stando seduti per molto tempo.

Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Obstetrics & Gynecology ha evidenziato che le cause della vestibulodinia sono molto simili sia in età premenopausale che postmenopausale.

In quest’ultima fase, spesso il problema viene sottovalutato perchè la donna in menopausa è restia a parlarne. In entrambe i casi si verifica una infiammazione cronica più pronunciata con infiltrazione di mastociti. Nelle donne in menopausa i sintomi erano correlati ad una riduzione degli estrogeni.

La vestibulodina deve essere differenziata nella diagnosi rispetto alla dermatite da contatto o varie malattie della pelle come lichen sclerosus o lichen planus. La vaginite da Candida è molto meno comune nelle donne in postmenopausa e la vaginosi batterica di solito non causa dolore o bruciore. Non esiste un test diagnostico per la vestibulodinia: spesso la diagnosi può essere fatta dimostrando la presenza di dolore agli osti delle ghiandole vestibolari minori utilizzando il "test Q-tip" ed escludendo altre possibili cause.

Alcuni precedenti studi istopatologici hanno dimostrato una proliferazione delle fibre nervose nocicettive in biopsie eseguite su donne che presentavano questa condizione.

È stato teorizzato che l'infiammazione cronica di qualsiasi eziologia causa una proliferazione di cellule infiammatorie e dei mastociti, che a sua volta stimola i neuroni nocicettivi a proliferare.

Gli autori hanno evidenziato che bassi livelli di estrogeni sono associati con una maggiore risposta linfocitaria e infiltrazione di mastociti.

Ciò significa che l'atrofia vulvare può predisporre una donna alla vestibulodinia. Purtroppo, una volta che le fibre nervose nocicettive si siano moltiplicate, la terapia con estrogeni non sarà in grado di invertire il processo. Tuttavia, una terapia estrogenica  può invertire l'atrofia vulvare, rendendo la vulva meno suscettibile a quei fattori che possono portare alla vestibulodinia.

 

Fonte: Histopathology of vestibulodinia in pre e post-menopause