La diagnosi di infertilità deve essere posta alla paziente, o meglio alla coppia, con molta cautela.

E’ importante, infatti, non ingenerare una situazione di “panico” per non incorrere in ulteriori problematiche che potrebbero influire negativamente sulla ricerca della gravidanza.

E’ quanto è emerso da un recente studio pubblicato sulla rivista Human Reproduction.

I sintomi depressivi, che siano presenti già prima della diagnosi o successivamente ad essa, influiscono negativamente sull’infertilità.

E’ emerso infatti che l’11,6% delle donne e il 4,3% degli uomini delle 1406 coppie che hanno partecipato ad uno studio in Danimarca, presentavano sintomi depressivi severi e questi erano significativamente associati allo stress dovuto al problema infertilità.

E’ molto importante quindi l’aspetto comunicativo nel rapporto con la coppia infertile.

Abbiamo visto nel precedente post quali possono essere le cause dell’infertilità sia femminile che maschile.

Cerchiamo di analizzare quali possono essere gli esami da eseguire per arrivare alla diagnosi.

L’esame principale per l’uomo e’ rappresentato dallo spermiogramma, ossia l’analisi del liquido seminale. Con questo esame si potrà valutare il numero degli spermatozoi prodotti, la loro motilità, la normale morfologia o la presenza di alterazioni della forma. Sarà possibile evidenziare eventuali fenomeni infettivi o infiammatori che possono compromettere le capacità fecondanti degli spermatozoi.

Si potrà parlare quindi di azoospermia quando il numero di spermatozoi e’ notevolmente ridotto o pressocche’ assente, di oligozoospermia quando il numero e’ percentualmente ridotto, astenospermia quando vi e’ scarsa motilità, teratospermia quando vi sono un numero considerevole di spermatozoi atipici, oligoastenospermia quando gli spermatozoi sono pochi e poco mobili.

Qualora vi siano alterazioni dello spermiogramma, sarà compito dello specialista andrologo indicare eventuali terapie ed ulteriori esami.

Gli esami piu’ importanti ed iniziali per la donna, invece, sono diretti a studiare se viene prodotto l’ovocita (ovulazione), se questo viene trasportato correttamente attraverso le tube ed arriva in utero, dove dovrebbe annidarsi.

Sono quindi fondamentali alcuni accertamenti quali il monitoraggio follicolare dell’ovulazione, la valutazione della riserva ovarica, l’isterosalpingografia, l’isteroscopia e la sonoisterografia.

Monitoraggio follicolare dell’ovulazione

Esso consiste nell’esecuzione di 3 o 4 ecografie transvaginali a partire dall’8-10 giorno del ciclo e consente di monitorare la formazione e la crescita del follicolo. Parallelamente si potrà seguire la maturazione endometriale che risponde agli stimoli ormonali delle ovaie. Con le successive ecografie e’ possibile individuare lo scoppio del follicolo e programmare quindi i rapporti sessuali mirati. D’altro canto, con il monitoraggio follicolare e’ possibile individuare i cicli anovulatori o comunque i problemi derivanti da un’alterata formazione follicolare. E’ inoltre possibile seguire eventuali cicli di stimolazione ovarica farmacologica.

Particolarmente utili si dimostrano gli stick urinari che dosano il valore dell’ormone LH, il cui picco (e quindi positività dello stick) precede di circa 24 ore lo scoppio del follicolo, avendo la possibilità di programmare i rapporti nei 3 giorni successivi.

Valutazione della riserva ovarica

La conta dei follicoli antrali, attraverso l'esecuzione di un'ecografia transvaginale, è oggi uno degli strumenti più efficaci per stimare la riserva ovarica femminile e/o le probabilità di ottenere una gravidanza. La conta dei follicoli antrali rappresenta un fattore predittivo del numero di ovociti maturi che si potranno ottenere nelle pazienti che devono essere sottoposte a stimolazione ovarica.

Gli esami del sangue Amh e inibina b, associati a estradiolo e FSH, possono aiutare a valutare la riserva ovarica, molto importante in caso di età materna avanzata.

Isterosalpingografia

Questa indagine consiste nell’introduzione mediante un piccolo catetere, attraverso il collo dell’utero, di un mezzo di contrasto radiopaco con la finalità di osservare attraverso delle lastre la morfologia interna della cavità uterina e l’eventuale passaggio del mezzo di contrasto in cavità peritoneale. Il passaggio in addome dimostrerà la pervietà tubarica. In caso contrario, si sarà dimostrata la presenza di una ostruzione di una tuba o di entrambe. Talora l’isterosalpingografia ha un effetto “curativo”, nel senso che, forzando leggermente il passaggio del mezzo di contrasto, si riescono a vincere alcune resistenze e determinare una disostruzione delle tube. Non e’ un esame doloroso o fastidioso soprattutto se viene utilizzato un mezzo di contrasto piuttosto “fluido”.

Isteroscopia

Essa consiste nella visualizzazione attraverso uno strumento a fibre ottiche (l’isteroscopio) della cavità uterina. Sarà possibile individuare eventuali cause di difficoltà di annidamento dell’embrione (polipi endometriali, fibromi sottomucosi o intramurali). Consente la diagnosi di alcune malformazioni uterine che possono ostacolare l’impianto embrionale (setti uterini, subsetti, aspetti piu’ o meno “a sella” del fondo dell’utero, utero bicorne o “didelfo”). Alcune di queste malformazioni dovranno essere confermate attraverso una laparoscopia diagnostica.

Mediante l’isteroscopia si potrà indirettamente evidenziare la pervietà o meno delle tube. In caso di pervietà tubarica, la paziente potrà riferire un leggero dolore in corrispondenza della spalla dx dovuta al passaggio della CO2 (gas utilizzato per dilatare la cavità uterina) attraverso le tube in cavità addominale. E’ un esame che puo’ essere eseguito ambulatoriamente e non richiede anestesia.

Sonoisterografia

L’esame consiste nell’esecuzione di una ecografia transvaginale e consente la visualizzazione della cavità uterina introducendo, attraverso un sottile catetere sterile, del liquido che distendendo le pareti dell’utero rende possibile la diagnosi di eventuali polipi endometriali, miomi sottomucosi, malformazioni uterine.E’ un esame indolore e può essere sostitutivo dell’isteroscopia diagnostica.

 

Tra le indagini diagnostiche sono da ricordare anche il post coital test (per i casi di sterilità cervicale) e la laparoscopia diagnostica (nei casi di malformazioni uterine)

 

Esiste poi la diagnosi di “infertilità inspiegata”, basata sull’esclusione dei fattori associati all’infertilità. Ne risulta affetto circa il 15% delle coppie.

Anche in questo caso l’aspetto comunicativo è molto importante, perchè la diagnosi di “infertilità inspiegata” non è ben accetta dalla coppia, che invece vuole sapere la causa della sua infertilità e sottoporsi ad un eventuale trattamento che risolva un problema ben definito.

E’ utile ricordare alle pazienti che le “chance” di una coppia giovane e in buona salute di arrivare alla gravidanza al primo mese di tentativo è solo del 25% e che, dopo 6 mesi, solo due terzi delle coppie hanno raggiunto l’obiettivo.

L’età in cui una coppia inizia a cercare una gravidanza è progressivamente aumentata ed il fatto di rimandare nel tempo la ricerca della gravidanza è negativo perchè la percentuale di “fallimento”, dovuta a problemi genetici, aumenta con l’aumentare dell’età della donna.

In un prossimo post vedremo come il “fattore età” della donna sia molto importante.

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