La menopausa è una fase della vita delle donne che deve essere affrontata con serenità.

Le vampate, la secchezza vaginale, l’insonnia, le variazioni dell’umore, sono alcuni dei disturbi più tipici della menopausa, che possono essere affrontati e risolti con l’aiuto del ginecologo.

In occasione della Giornata Mondiale della Menopausa che ricorre il 18 ottobre, promossa dall’International Menopause Society, dedicata ad iniziative volte all’informazione corretta, la prevenzione e alla tutela della salute della donna in menopausa, quest’anno voglio focalizzare la vostra attenzione su quanto e perché sia importante per una donna che entra in menopausa, rivolgersi con fiducia ed instaurare un buon rapporto con il ginecologo, per risolvere i suoi problemi di salute e per ottenere una buona aderenza alla terapia.

                     

Se si instaura un buon rapporto con il ginecologo, questo è importante perché:

  • La paziente seguirà diligentemente e con piacere i suoi consigli e affronterà serenamente questa nuova stagione di cambiamenti apportati dalla menopausa
  • La paziente riuscirà a seguire con costanza e in modo durevole nel tempo le eventuali terapie prescritte
  • La paziente sarà consapevole dei benefici e dei rischi di ogni tipo di terapia che le viene prescritta
  • La paziente sarà ben informata sui vari tipi di terapie a disposizione e del perché è necessario seguire proprio quel tipo di terapia a lei prescritta dal suo ginecologo
  • La paziente non avrà timori o insicurezze riguardo la terapia che deve assumere, perché il ginecologo le ha spiegato in modo semplice e chiaro tutto quello che c’è da sapere e tutto quello che la paziente desidera sapere
  • La paziente non abbandonerà di sua iniziativa la terapia senza aver prima consultato il suo ginecologo


Quanto è importante che il ginecologo riesca a stabilire un buon rapporto basato sulla fiducia, l’empatia e la stima con la paziente?

Ovviamente molto.

Ma per riuscirci è necessario parlare e saper trasmettere i messaggi chiave alla paziente, dedicargli tempo, dialogare senza fretta e possedere la capacità di immedesimarsi nei suoi problemi, saper ascoltare, sapere quando e cosa dire al momento giusto, ed essere pronto a “sostenere” e informare, rispondendo in modo semplice, chiaro, esaustivo ed empatico alle domande poste dalla paziente.

Pensiamo, per fare un esempio concreto, a un disturbo che si verifica in una donna in menopausa, la secchezza vaginale, che noi ginecologi chiamiamo atrofia vulvovaginale.

E’ un disturbo che se non viene curato, nel tempo è destinato progressivamente a peggiorare, ed è causa di rapporti dolorosi, bruciore, prurito, a volte di perdite di sangue dalla vagina, fino ad arrivare al punto che la donna è costretta a rinunciare ad avere rapporti sessuali con il partner.

In queste situazioni non è solo la donna a soffrire, ma anche il marito, il compagno, magari di una vita, prima felice, piena di intesa affettiva e sessuale che improvvisamente e progressivamente si deteriora a causa di un problema fisico che poi si ripercuote anche a livello psicologico.

Spesso anche il partner della donna in menopausa può avere altri problemi, malattie croniche che necessitano di assunzione di terapie farmacologiche, che si ripercuotono negativamente sulla sessualità.

Il problema quindi va indagato e affrontato non solo con la donna in menopausa, ma con la coppia, che si trova ad affrontare questa nuova fase di cambiamenti fisici ed emotivi della vita.

C’è da sottolineare inoltre che molte donne affette da questo problema, non si rivolgono al ginecologo per risolverlo, o se ci vanno e cominciano una terapia, poi la interrompono di loro iniziativa, a causa di una serie di motivi, che vanno dalla rassegnazione, in quanto questo problema viene visto come una inevitabile e irrisolvibile conseguenza della vecchiaia, alla scarsa fiducia nell’efficacia o al timore degli effetti collaterali delle terapie, soprattutto di quelle ormonali, o magari perché non hanno compreso o gli è stata spiegata in modo poco approfondito la terapia.

 

Il ginecologo in questi casi riveste un ruolo determinante per divulgare informazioni corrette e lanciare messaggi educativi per la prevenzione nella popolazione, oltre che essere in grado grazie alle sue conoscenze e alla sua professionalità, di saper gestire e risolvere questi problemi, coadiuvato anche da altre figure mediche specialistiche.

Ma il ginecologo non deve mai dimenticare, al fine di riuscire a stabilire quel “feeling”, che consente di stabilire un buon rapporto e raggiungere il successo e una buona aderenza terapeutica con la paziente, di porsi sempre queste domande, quando guarda negli occhi o quando legge quello che gli scrive la paziente:

“E se fosse mia madre, mia sorella, mia moglie, mia figlia….o se fossi io ad avere questo problema?
Come vorrei essere trattato e cosa vorrei che mi dicesse o facesse, il ginecologo che si sta occupando di me?”

E inoltre deve far capire alla donna che la menopausa non è una malattia o la fine della vita -ricordiamo che una donna può arrivare a trascorrere anche più di 30 anni della sua vita in menopausa- ma l’inizio di un cambiamento, che se saputo affrontare nel modo giusto, ad esempio con ottimismo, uno stile di vita e un tipo di alimentazione corretta, porterà alla donna cose positive e nuova energia vitale.

Vi ricordo che in questa giornata particolare, in tutto il mondo ci sono iniziative dedicate alla donna in menopausa.

Quest’anno anche io e tutto lo staff di Medicitalia, abbiamo una nostra iniziativa da dedicare a tutte le donne, in occasione di questa giornata: un sondaggio sul tema Secchezza vaginale e aderenza terapeutica per capire le difficoltà, e trovare soluzioni e miglioramenti relativi al percorso diagnostico e terapeutico di questo particolare tipo disturbo che può colpire tutte le donne, non solo quelle in menopausa.

Ringrazio a nome dello Staff tutte coloro che parteciperanno e compileranno questo sondaggio.

 

Ecco il link del sondaggio:

https://ssl.medicitalia.it/survey/surveys/show/code/UQYM875HR6

 

 

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