La menopausa rapprenta una tappa della vita femminile che, pur essendo inevitabile, è accettata con disagio, a causa dei disturbi che essa comporta nella maggior parte dei casi. Vampate di calore, nervosismo, insonnia, disagio nei rapporti sessuali, cistiti frequenti, osteoporosi, atrofia cutanea, dolori muscolari sono solo alcuni dei fastidiosi sintomi che le donne riferiscono al cessare delle mestruazioni. Pur essendo disponibili terapie sostitutive, efficaci a ridurre o addirittura a far scomparire del tutto queste manifestazioni da carenza ormonale, le donne vi ricorrono di rado, spaventate dai possibili rischi legati all'uso degli" ormoni". Esiste infatti un rifiuto diffuso di tali terapie, favorito anche dalla lettura dei foglietti illustrativi, che abbondano di rischi potenziali per la salute legati al loro utilizzo, soprattutto sul piano cancerogeno (tumori della mammella). La classe medica, che dovrebbe dissipare le ansie delle pazienti in questo campo, è oggi reticente a prescrivere tali farmaci, a causa di lavori scientifici americani di alcuni anni fa, ampiamente criticati da studi successivi, che tuttavia hanno lasciato un segno negativo nell'opinione pubblica e negli stessi addetti ai lavori.

La maggior parte delle donne all'arrivo della menopausa per paura non assume farmaci, o ricorre a trattamenti poco efficaci, sopportando, anche per anni, disturbi di cui, con un trattamento adeguato e soprattutto personalizzato, si potrebbe liberare con facilità. La conseguenza di questo atteggiamento di rassegnata accettazione è spesso causa di un notevole deterioramento del benessere psico-fisico, dei rapporti sociali e professionali, della vita di coppia.

Ben venga pertanto anche in Italia l'uscita di un nuovo farmaco in questo campo, un'associazione tra estrogeni coniugati e bazodoxifene, che potrebbe risollevare le sorti della terapia ormonale della menopausa, cui molte donne rinunciano e che molti ginecologi non prescrivono.

Gli estrogeni servono ad eliminare i sintomi carenziali della menopausa, che ne costituiscono il classico quadro clinico negativo.

La novità del farmaco è rappresentata dal bazedoxifene, un SERM, cioè un modulatore selettivo del recettore per gli estrogeni, che sostituisce il tradizionale progestinico, usato per la protezione dell'endomerio, nelle donne in menopausa che hanno l'utero, dalla iperplasia endometriale stimolata dagli estrogeni. Il bazedoxifene fa parte di una categoria di farmaci impiegati per la cura del tumore al seno e la cura dell'osteoporosi ed ha effetto di blocco dell'attività degli estrogeni sul seno.

Controindicazioni principali sono rappresentate dalla malattia tromboembolica, l'ictus cerebrale, l'infarto miocardico, i tumori mammari.

Ci auguriamo che, con questo importante contributo, diminuiscano le donne costrette a sopportare i disagi di una fase così delicata della propria vita.

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