In gravidanza possono verificarsi svariate condizioni patologiche , per cui è necessario interrrompere la stessa senza attendere l'esordio naturale del travaglio di parto:

1- Malattie materne: sepsi, disordini ipertensivi, diabete, nefropatie, epatopatie, cardiopatie, PROM (rottura prematura delle membrane), gravidanza oltre il termine.

2- Fetali: ritardo di crescita, oligoamnios, gemellarità, ecc.

L'induzione del parto è una procedura che consiste nel provocare la dilatazione della cervice uterina e l'avvio delle contrazioni in maniera artificiale. Quando è indicata e funziona può evitare il ricorso al taglio cesareo.

I metodi a disposizione sono farmacologici (prostaglandine, ossitocina) e meccanici (scollamento delle membrane, amniorexi, catetere intracervicale). Purtroppo non esiste una metodica di induzione del travaglio superiore alle altre e si procede spesso per tentativi, seguiti, in caso di fallimento o di insorgenza di complicanze, dal ricorso al taglio cesareo.

Se il Bishop score è favorevole di solito si ricorre all'amniorexi e/o all'ossitocina, negli altri casi agli altri metodi summenzionati. Le possibilità di successo sono migliori nelle pluripare rispetto alle nullipare, ch e di solito rispondono in tempi più lunghi.

la nascita di un bambino

Recentemente è stato publicato uno studio molto interessante effettuato presso l'Università della Pennsylvania da maggio 2013 a giugno 2015 su 491 donne sottoposte a induzione del travaglio di parto in media a 39 settimane di gestazione, attraverso l'uso di misoprostolo, catetere di Foley o ambedue e di ossitocina con catetere di Foley associato.

Il protocollo prevedeva:

1- Somministrazione di misoprostolo 25 microgrammi ogni 3 ore

2- Infusione di ossitocina iniziata a 2 mU/min e aumentata di 2 mU ogni 15 minuti, fino a d un massimo di 40 mU

3- posizionamento di catetere di Foley 18F riempiendo il palloncino di 60 cc.

I migliori risultati, dal punto di vista della durata del travaglio, sono stati ottenuti associando il misoprostolo e il catetere di Foley (16 ore circa di durata nelle nullipare e 9 circa nelle pluripare), mentre il fallimento dell'induzione e il ricorso al taglio cesareo è stato simile in tutti i gruppi studiati. Non ci sono state differenze significative nemmeno sull'outcome materno e neonatale, in termini di complicanze.

Chiunque lavori in un reparto di Ostetricia sa quanto sia frustrante sia per la donna che per i sanitari l'attesa vana delle contrazioni uterine, che spesso insorgono solo dopo un lasso di tempo superiore alle 24 ore dall'inizio della procedura.

Questo studio ha inoltre notevoli risvolti positivi sul piano finanziario, perchè accelera la durata del travaglio nelle donne indotte, che negli Stati Uniti sono circa il 20%, riducendo notevolmente i tempi di degenza, senza rischi aggiuntivi per la loro salute e per quella del neonato.

Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM) 2016 Pregnancy Meeting: Abstract 5. Presented February 4, 2016