Dopo l'introduzione sperimentale in alcune regioni, come la Toscana, l' Emilia-Romagna e il Piemonte, l'Italia dovrebbe essere uno dei primi paesi a passare al test HPV nell'intera rete degli screening pubblici entro il 2018. Lo studio clinico randomizzato sul confronto tra Pap test e test HPV condotto in nove province italiane ha contribuito a questa decisione ( il più importante studio che ha confrontato i due metodi e cambiato le regole è stato fatto in ITALIA). Lo screening sarà gradualmente offerto alle donne tra i 30 anni e i 65 anni.Sotto i 30 anni le infezioni da Hpv sono troppo frequenti e perciò alle donne di 25 anni, come primo screening, si offrirà solo il PAP TEST. Questo perchè l' HPV test è più sensibile nel diagnosticare lesioni precancerose rispetto al PAP TEST, cioè ne trova di più e più precocemente. Non solo: l'intervallo tra un test di screening e il successivo può perciò allungarsi (da 3 a 5 anni almeno). Il PAP, però, non sparisce se il test rivela la presenza di Hpv, scatta l'esecuzione di un Pap test sullo stesso prelievo già usato per quello Hpv. Le donne positive ai due test avranno bisogno di un esame più approfondito , cioè la COLPOSCOPIA. Quelle che risulteranno negative negative al PAP, ripeteranno il test HPV dopo un anno (invece che dopo 5 anni) per controllare se, come accade nell' 80-90 % dei casi, l'infezione si è risolta spontaneamente. E' importante sottolineare che la infezione da HPV (hpv test positivo) non è di di per sè una MALATTIA e che non permette alcuna conseguenza logica sui tempi e modi di acquisizione del VIRUS HPV.

FONTE: International Agency for Research on Cancer, Lione, Francia.