contraccettivi

Interessante studio pubblicato su EUROPEAN JOURNAL of CONTRACEPTION & Reproductive Health Care (7 ottobre 2016) dalla p.ssa Fruzzetti (Pisa), che ha analizzato il tasso di abbandono dei metodi contraccettivi ormonali (pillola, anello vaginale e cerotto) in un campione di donne italiane in età riproduttiva, che si sono recate presso il Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia di Pisa, tra il 2010 e 2015.

Le cause sono state classificate in due categorie:

1. motivazioni correlate al metodo

2. motivazioni non correlate l metodo.

Le cause correlate al metodo sono state divise in 3 categorie :

a) interruzione per effetti collaterali minori; b) interruzione per effetti collaterali maggiori; c) interruzione per "non compliance " con il metodo.

Le donne esaminate sono state 1809 di età compresa tra 14 anni e 42 anni, di cui il 10% era passato da una pillola a un altra. I contraccettivi ormonali comprendevano pillole contenenti EE (da 35 mcg a 15mcg), o estrogeni naturali (17 beta estradiolo, estradiolo valerato). I progestinici presenti nelle varie formulazioni erano: drospirenone,gestodene,clormadinone acetato, dienogest,ciproterone acetato, levonorgestrel, nomegestrolo acetato e desogestrel.

Le pillole contenenti 30 mcg di EE erano utilizzate dal 40,8% mentre il 36,6% utilizzava pillole con 20 mcg di EE. L'anello vaginale (NuvaRing) era utilizzato dal 17,3% del campione. Le restanti preparazioni utilizzate erano le pillole contenenti estrogeni naturali (4,3%), i cerotti (0,6%) e le preparazioni con solo progestinico "minipillole" (0,6 %).

Le cause di interruzione legate al metodo erano in ordine decrescente:

- 20,5 % per effetti collaterali minori

- 4,4% per effetti collaterali maggiori 

- 3,8 % non compliance con il metodo (non aderenza)

Per le cause non correlate al metodo:

° il 2,3% delle donne aveva ritenuto che non fosse più necessario

° il 4,6% per altre motivazioni

Gli effetti collaterali minori erano: sanguinamento irregolare 5,3% (96 donne), aumento ponderale e ritenzione idrica 4,8% (87 donne), cefalea 3,8% (68 donne),disturbi gastrointestinali 1,9% (34 donne),alterazioni del tono dell'umore 1,7% (31 donne) acne, irsutismo e alopecia 1,4% (25 donne), calo libido 1% (18 donne), tensione mammaria 0,6% (11 donne).

Dallo studio emerge che circa 1/3 dell donne aveva interrotto la contraccezione ormonale, di cui il 28% per mancata compliance o per effetti collaterali correlati al metodo.

Per questo motivo il "dialogo contraccettivo" con l'operatore deve servire ad informare, educare e stabilire una relazione di sicurezza; l'operatore stesso deve rivisitare i falsi miti che ha maturato nei confronti della contraccezione, questo comporterà una maggiore aderenza al metodo concordato.