bambiniA Stoccolma, in Svezia, è stato recentemente effettuato uno studio osservazionale prospettico di coorte su 273.107 madri ed i relativi bambini tra 4 e 15 anni, nati tra il 1996 ed il 2007, analizzando i registri di popolazione, per stabilire se esiste una correlazione tra l'assunzione di ferro, acido folico e multivitaminici e la riduzione del rischio di ammalare di disturbi dello spettro autistico nel nascituro (ASD), con e senza deficit intellettivo.

Gli ASD hanno una ereditarietà compresa tra il 50 e l'80%, le rimanenti percentuali dipendono da fattori ambientali, quali l'alimentazione materna durante la gestazione. La nutrizione materna influenza infatti lo sviluppo del sistema nervoso fetale. Gli studi finora effettuati erano piuttosto discordanti.

Nella ricerca di Stoccolma l'uso di ferro, acido folico e multivitaminici risultava nella documentazione della prima visita neonatale. Dall'analisi statistica dei risultati è emerso che somministrando alla gestante dei supplementi multivitaminici diminuisce significativamente il rischio che il figlio ammali di ASD con deficit intellettivo.

La prevalenza di ASD con deficit intellettivo è risultata di 0.26% (158 casi su 61.934) nel gruppo delle madri trattate con multivitaminici, rispetto a 0.48% (430 casi su 90.4809) nelle madri non trattate. La supplementazione di ferro e/o acido folico da sola non riduce in modo significativo la prevalenza di ASD. Sulla base di questi risultati, il ruolo della nutrizione materna nello sviluppo cerebrale del feto e nella patogenesi dell'autismo rappresenta pertanto un significativo filone di future ricerche.

De VibissE.A. et al, Antenatal Nutritional Supplementation and Autism Spectrum Disorders in the Stockholm Youth CohortBMJ.2017;359(j4273)