Si ripresenta il virus A/H1N1 del 2009, quello dell'influenza suina, che si preannunciò con tanto scalpore, ma che poi si rivelò abbastanza tranquillo, scatenando, col senno di poi, feroci quanto sterili polemiche.

Si ricorda che nel 2009-2010 i decessi sono stati 575.000, 100.000 in più della precedente influenza stagionale, ma la differenza vera è consistita nel fatto che la stragrande maggioranza dei decessi ha interessato persone al di sotto dei 65 anni.

Questo virus si presenterà con altri due compagni di strada, un ceppo B e un ceppo H3N2; questi nuovi compagni sono due varianti sconosciute al nostro organismo.
Per gli amanti della precisione, ecco le sigle di questi 3 virus:

  • 2010/11 A/California/7/2009 (H1N1)
  • A/Victoria/361/2011 (H3N2)
  • B/Wisconsin/1/2010.

Questa influenza avrà una diffusione solita stagionale o sarà una pandemia?
E' ancora presto per dirlo.

Nei centri di riferimento in Atlanta, Londra, Melbourne, Tokyo e Pechino si stanno raccogliendo le informazioni dai 100 laboratori sparsi nel mondo per la preparazione del vaccino, che, quindi, sarà diverso da quello dei due anni precedenti.

Si prevede che quest'anno l'influenza potrebbe essere più aggressiva e più complessa e che colpirà principalmente le vie respiratorie.
Siccome la massima circolazione dei virus avviene in gennaio-febbraio, la vaccinazione va effettuata da ottobre a dicembre; la protezione si ottiene entro 2 settimane e dura per circa 6 mesi.

Fonte: OMS e Istituto Superiore di Sanità.