La Food and Drug Administration (FDA) americana ha approvato in questi giorni, esattamente il 3 luglio, dopo un decennio di discussioni e dibattiti, il kit per fare il test dell'HIV a casa propria.

Questo test, apparentemente rapido e facile, è molto probabile che verrà messo in commercio negli Stati Uniti d’America già dal prossimo ottobre.

HIV - Virus
HIV - Human Immunodeficiency Virus

In Italia, come pure negli Stati Uniti d'America, il test ha sollevato numerose critiche e discussioni; anche l'Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli) ha osservato che questo Kit fai da te “non risolve i problemi diagnostici complessi che l'infezione da HIV pone nelle sue diverse fasi e non può sostituire comunque le indagini indispensabili per una corretta gestione di pazienti che solo un vero laboratorio di microbiologia clinica può offrire».

Il test proposto si esegue facendo un semplice prelievo con un tampone, messo in bocca, che viene immerso successivamente in una soluzione la quale permette di dare in 40 minuti circa una risposta che presenta un'accuratezza superiore al 99%, nell'escludere la presenza del virus, ed una capacità, nel rilevare i casi positivi, nel 92% dei soggetti analizzati ma con alcune non indifferenti difficoltà, soprattutto se si è nei primi tre mesi dal sospetto rapporto a rischio.

Gli infettivologi ed i microbiologi italiani sembrano molto cauti e prudenti nell’affermare che questo nuovo test possa avere un ruolo decisivo, tale da considerarlo, in un prossimo futuro, un utile strumento nella diagnosi precoce e nella gestione di un problema clinico così complesso come quello sollevato dalla persona HIV positiva.

Pierangelo Clerici, presidente dell'Amcli, a questo proposito, ha affermato che “la quantizzazione del virus, la determinazione della presenza di resistenze ai farmaci, attualmente in uso, sono indispensabili per una corretta gestione dei pazienti e solo un laboratorio di microbiologia clinica può offrire queste indagini.

Un invito alla prudenza viene pure da Mariapaola Landini, direttrice di Microbiologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna che sottolinea come: “La ricerca degli anticorpi può dare un risultato positivo solo dopo che gli anticorpi vengono prodotti dall'organismo. Ciò avviene dopo un periodo di tempo molto variabile, da persona a persona, che può andare da 12 giorni a sei mesi. In tutto questo periodo di tempo l'individuo non ha anticorpi ma ha il virus ed è contagioso.”

In estrema sintesi possiamo dire che il risultato di questo test, come di altri test simili, ha un valore significativo solo se è positivo ma, se è negativo, non ha alcuna valenza od importanza, a livello pratico e clinico.

Attenzione quindi ai facili entusiasmi su queste indagini e su questi test rapidi, apparentemente utili e necessari ma che spesso possono avere il loro lato oscuro in più importanti e decisive valenze di natura commerciale.

 

Fonte:

http://www.fda.gov/BiologicsBloodVaccines/....=test%20HIV&utm_content=2