E' stato pubblicato il Rapporto AIRTUM (Associazione italiana registro Tumori) del 2014,che fotografa im maniera attendibile e con dati dettagliati la situazione dei tumori in Italia.

Il rapporto in sintesi, scritto in italiano ed in inglese (www.epiprev.it), il precedente era del 2006, ha lo scopo di fornire la risposta ad alcune domande in campo oncologico, tra tutte due: quanti nuovi casi di tumore vengono diagnosticati (incidenza) e che percentuale di pazienti è ancora in vita dopo un  certo arco temporale (sopravvivenza).

I dati sono stati raccolti utilizzando lo strumento dei Registri Tumori,registri che  raccolgono i dati epidemiologici (tipologia di tumore, età,sesso e condizioni cliniche del paziente) per valutare i trattamenti più efficaci, l'evoluzione della malattia e programmare gli interventi di prevenzione più aggiornati.

Il primo registro è stato attivato in Italia  nel 1976 ed attualemente ne esistono 43 con una copertura di circa del 47% della popolazine (www.registri-tumori.it).

I dati utilizzati raccolgono informazioni per un periodo di almeno cinque anni consecutivi.

Al  01.01.2010 le diagnosi fatte di tumori ammontavano a 2.587.347 persone di cui 45% maschi e 55% femmine  mentre le stime di previsioni ci dicono  che nel 2015 ci saranno 3.000.00 di persone affette da patologia tumorale con un incremento di circa il 20%.

Il rapporto è dettagliato per sesso, età, diagnosi anatomica, distribuzione geografica e per  dati di sopravvivenza per ogni singola tipologia di malattia.

Le stime di sovravvivenza  al 2015 mostrano un incremento del 17% totale, 20% per il sesso maschile e 15% per quello femminile.

Sono dati che indicano un aumento di malati oncologici ma nel contempo la capacità di migliorane le terapie e le relative guarigioni.

Occorre quindi tenere alta la guardia in questo campo ma  poter avere  nuove speranze.

In questi tempi, in cui nuovi, potenti ma costosi farmaci oncologici mettono in crisi i finanziamenti del SSN, siamo sicuri che solo questo basti ad aumentare le guarigioni? Abbiamo veramente fatto tutto in tema di prevenzione?