Una ricerca pubblicata sul Journal of the American Medical Association evidenzia come la professionalità e la deontologia medica online siano ancora due caratteristiche estranee al mondo internet e soprattutto al mondo web 2.0, luogo in cui i giovani professionisti, specialmente studenti e specializzandi, tendono ad infrangere la privacy ed il rispetto per i loro pazienti.

Un équipe di ricercatori della George Washington University di Washington, ha implementato un dispositivo elettronico e lo ha inserito in 78 facoltà mediche statunitensi, ha così potuto fare uno screening dei post all’interno dei social network, beh..., i loro risultati sono stati piuttosto inquietanti:

- il 60% dei professionisti ha pubblicato contenuti poco attinenti all’etica professionale

- il 19% ha violato la privacy dei malati - il 48% ha evidenziato un linguaggio discriminatorio nei confronti dei pazienti

- il 38% dei casi sono stati inseriti sul web contenuti a sfondo sessuale L’autrice della ricerca Katherine Chretien sostiene che alcuni di questi casi potrebbero risolversi con un avviso informale, altri potrebbero giustificare una radiazione del medico o dello studente dalla Facoltà di Medicina.

E ancora, uno studio pubblicato dalla rivista Medical Education: alcuni ricercatori della Neozelanda dell’University of Otago hanno analizzato il comportamento su Facebook di 220 medici laureati tra il 2006 e il 2007, valutando soprattutto il loro utilizzo delle opzioni sulla privacy e la natura del materiale proposto sulle loro bacheche.

È emerso che:

- solo138 medici avevano attivato il filtro che limita agli amici l’accesso alle informazioni pubblicate nel proprio profilo

- 82 proponevano materiali senza alcun filtro per la privacy rivelando serenamente il loro orientamento sessuale, il loro orientamento religioso, il loro status sentimentale, pubblicato foto mentre bevevano alcol e mentre erano in stato di evidente alterazione.

Tutto questo ovviamente tende a stravolgere la natura professionale del rapporto medico-paziente.

Ho voluto riportare dati significativi mostrando alcune ricerche nel campo sociologico culturale effettuate negli Stati Uniti, anche perché le università statunitensi rappresentano il brodo primordiale della creazione, della ricerca e della progettualità, dove, tra le altre cose gli studenti non si laureano per poi cercare il lavoro, ma spesso se lo creano all’interno, durante il loro percorso di studio. In Italia da qui a poco, nuovi modelli partecipativi tra il medico ed il paziente faranno il loro importante percorso.

Oggi però, medicitalia.it si pone al centro dell’attenzione come primo ed unico sito verticale che meglio degli altri ha saputo generare un equilibrio nella comunicazione tra i due attori sociali interessati (il medico e l’utente) attraverso la realizzazione di linee guida proprie che rappresentano il caposaldo di questa importante comunità.

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