Un emendamento al Decreto che darà il via al pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, prevede di tassare ciascun prodotto in cui sia presente nicotina "nello stesso modo".

Di fatto, lo Stato alla ricerca di nuove fonti di finanziamento, ha rivolto un'attenzione particolare anche ad un recente prodotto in grandissima espansione in Italia: la sigaretta elettronica.

Tale norma (se approvata) andrà a creare una equipollenza in termini di accise (ma forse anche in termini di vendita al pubblico) fra tutti i prodotti contenenti nicotina.

Da qui, la notizia che si legge oggi su tutti i quotidiani relativa alla "tassa sulle sigarette elettroniche". Ma questa notizia è vera?

Prima di dare ulteriori dettagli, è opportuno ricordare come funziona una sigaretta elettronica.

Questo dispositivo è composto da un involucro del tutto simile alla forma di una sigaretta, il quale contiene

    • un circuito elettronico interno
    • un filtro che contiene una cartuccia (liquido)
    • un vaporizzatore (cartomizzatore)
    • una batteria ricaricabile (simile a quella dei cellulari)

Tale dispositivo, si "accende" ogniqualvolta che il consumatore sugge dal beccuccio, provocando l'accensione di un circuito elettrico alimentato da una batteria che riscalda il contenuto della cartuccia, creando così una sospensione gassosa che pò quindi essere inalata.

L'effetto del fumo è composto da due additivi come il glicerolo ed il glicole proprilenico.

Ad oggi sono in commercio 2 tipi di cartucce (ricariche, tank):

- quelle che contengono nicotina

- quelle che non contengono nicotina (ma solamente aromi di vario genere)

A causa della relativamente recente introduzione, ad oggi non esistono studi metanalitici su scala mondiale che siano univoci nel determinare il completo profilo di sicurezza per i consumatori, sebbene sia piuttosto chiaro che a differenza delle normali sigarette, il meccanismo di produzione del fumo "elettronico" sia possibile senza la produzione di alcuni composti cancerogeni quali benzene, catrame ed idrocarburi policiclici aromatici.

Rimane ovviamente la varibile della nicotina che a prescindere dagli studi che ne hanno interessato il profilo pro-oncogeno con alterni risultati, è riconosciuta quale composto tossico ed in grado di creare una dipendenza psichica.

Quindi - tornando al discorso iniziale - è vera la notizia che tutte le sigarette elettroniche diventino tassabili in merito a questa nuova norma?

Dal nostro punto di vista assolutamente no: questo emendamento normativo non va a tassare le "sigarette elettroniche" in quanto tali, ma eventualmente soltanto le cosidette cartucce (ricariche) che contengono nicotina.

Questa sarebbe a mio avviso la notizia corretta da comunicare.

Lascio ovviamente al futuro e a prossime eventuali comunicazioni, ogni dettaglio su nuovi eventuali profili di sicurezza sottolineando ancora una volta che l'oggetto della mia news è solo quello di commentare la possibile nuova tassazione su questi dispositivi e non la bontà o meno del suo utilizzo.

Mi pare utile però citare che molti paesi nel mondo esistono regole molto più ferree delle nostre attuali, nelle quali ad esempio:

- si vieta l'uso di sigarette elettroniche contenenti nicotina (es. australia)

- l'uso di cartucce conententi nicotina è considerato "dispositivo medico" (es. austria, danimarca, nuova zelanda emolti altri paesi)

- la pubblicità di prodotti contenenti nicotina è vietata (olanda)

Ovviamente siamo certi del buon senso dei nostri Politici e attendiamo regole certe a tutela dei Cittadini.

Si ricorda che questa news come le altre, è aperta a commenti ed aggiunte di coloro i quali intendessero implementare quanto scritto.