Non sono vergognose le immagini del Pronto Soccorso di Nola, sono i politici, gli amministratori che dovrebbero vergognarsi di esistere (in quanto tali!).

I medici che hanno prestato assistenza a malati poggiati a terra sono da encomiare per lo spirito di solidarietà, di abnegazione che, non solo in questo disgraziato caso, dimostrano sempre e in ogni istante della propria vita umana e professionale.

Ma i Medici, la categoria professionale più amata e più odiata allo stesso tempo, sono il facile bersaglio di chi, non sapendo o trascurando di sapere in quali condizioni essi, tutti i santi giorni e tutte le sante notti (spesso senza soluzione di continuità), lavorano trovano facile soluzione gridare loro il classico “crucifige crucifige” col plauso, ipocrita e silenzioso di chi li costringe a un massacrante lavoro, pagato con stipendi vergognosi, di alta responsabilità e rischio di errori che quasi mai sono da addebitare ad essi, ma alle condizioni di lavoro, alle strutture in cui lavorano, ai mezzi per farlo che non ci sono o sono da terzo mondo.

E così vediamo che un ragazzo massacrato di botte muore per colpa dei medici che lo curano ma che non riescono a salvarlo, che un medico che si adopera comunque per assistere un paziente, in condizioni disastrose, viene sospeso o licenziato, tentando ipocritamente di scaricare le responsabilità proprie su chi non ne ha.

Cosa avrebbero dovuto fare i colleghi di Nola? Rimandare indietro i malati? Chiudere il Pronto Soccorso? E se lo avessero fatto sarebbero stati passibili del reato di omissione di soccorso.

I medici sono soldati allo sbaraglio, in coerenza con la consuetudine italiana.

La Storia dei conflitti del secolo scorso (soprattutto l’ultimo) ce lo insegna, ma noi non impariamo.

Soli, i medici, solissimi a combattere non solo contro la malattia che dovrebbe essere l’unico compito e l’unica missione da compiere, ma contro la burocrazia, il clientelismo, l’inefficienza di chi amministra la Sanità.

E quella specie di Istituzione che si chiama Ordine dei Medici rimane sempre appollaiato su trespoli comodi da cui scendere non è opportuno perché si rischia di mischiarsi alle truppe nel campo di battaglia e perdere privilegi e potere.

E i sindacati medici? Opss! Chiedo scusa! Esistono? Sono mai esistiti?