Più passa il tempo più il web si evolve alla ricerca della perfezione, di conseguenza chi opera nel settore tende inesorabilmente ad adeguarsi modificando le proprie abitudini di navigazione e soprattutto di partecipazione, come ad esempio: scrivere un articolo, un post sul proprio Blog ecc..

Il sistema di elaborazione dati di Google è oramai quasi paragonabile alla mente umana, proprio per questo riesce a valutare anche la qualità dei contenuti del tuo articolo o de ltuo post. Il processo di catalogazione è sempre più intelligente, complicato, ma soprattutto esigente; per questo dobbiamo adattarci ai cambiamenti per poter resistere in un ambiente che si trasforma con una dinamicità unica.

Il nostro obiettivo è quello di diventare sempre di più uno standard per la pubblicazione di tutta la documentazione riguardante il settore medico-scientifico. Oramai copriamo molti argomenti tra i consulti, news dai Blog Personali e gli oltre 500 articoli, e la nostra suddivisione in categorie aumenta la reperibilità delle informazioni desiderate.

Vogliamo quindi, tentare di illustrarvi come è possibile creare un articolo ottimizzato e che piace “oggi” ai motori di ricerca, migliorare l’usabilità, rendendo più snella la navigazione dell’utente e nel contempo contribuire a valorizzare il contenuto e la professionalità dell’autore che ne trarrà maggiore visibilità. Siamo comunque convinti che non esista una formula alchemica in grado di trasmutare la vostra conoscenza attuale del web in scienza di internet, però siamo anche fiduciosi e pensiamo che possano bastare piccole “pillole” di tanto in tanto per farvi entrare nel giusto meccanismo.

Attenzione... osservate bene questi punti:

  • Di estrema importanza l’analisi profonda del TITOLO
  • E’ importantissimo l’uso di PAROLE (Keywords) e FRASI CHIAVE (keyphrases) nell’articolo stesso.
  • Si consiglia l'evidenziazione delle PAROLE e FRASI CHIAVE con il grassetto
  • E’ opportuna una divisione dell’articolo o del post in intestazioni e paragrafi
  • Divisione dell’articolo in sottosezioni
  • Infine usare sempre originalità dei contenuti

 

Come creare articoli di qualità

Google e altri motori si accorgono di:

  • Articoli Copiati da altre fonti (hash)
  • Articoli Parzialmente copiati da altre fonti (fingerprints)
  • Articoli che hanno errori grammaticali
  • Articoli che non sono visitati
  • Articoli che non vengono commentati
  • Articoli fuori tema con il contenuto del sito
  • Articoli che promuovono siti “pericolosi”
  • Inserire decine e decine di articoli su argomenti differenti
  • Inserire testo nascosto o altri “trucchi” che potrebbero “far alterare” Google e i Motori
  • Inserire link non a tema
  • Articoli Spam o “ottimizzati all'eccesso”
  • Articoli “fantasma”
  • Articoli che non esistono più
  • Creare articoli “velocemente” senza dare attenzione a eventuali errori ortografici
  • Creare Articoli e poi eliminare le pagine già indicizzate dai motori
  • Non invogliare, se è un Blog, gli utenti a commentare gli articoli
  • Creare solo articoli di vendita
  • E altro di minore rilevanza.

Ci sarebbe da scrivere molto sul significato di Landing Page, Trustrank, Hash, fingerprints, shingles, Brevetto di google, trust/pagerank, il valore delle immagini nell’articolo, web marketing in generale, comunque se qualcuno è interessato possiamo fornire pillole di saggezza informatica ad un patto però: NON DIVULGATE L’OPERA ;-)

1) Quello che ci interessa maggiormente è soprattutto il “ranking adjustments” chiamato così da Sig. Adam Lasnik e che in realtà significa penalizzazione diffusa.

Google vuole che i contenuti siano unici e non duplicati quindi facendo un esempio di casa nostra: gli articoli di Salvo, che esistono da tempo sul sito personale (http://www.senosalvo.com), metterli su Medicitalia, produrrebbe – secondo il trustrank di google - un clone che lo spider inesorabilmente traccerebbe. L’esito sarebbe la penalizzazione indiscussa del 2° sito ospitante diminuendone così il pagerank.
Ad ogni modo, se il sito speculare, in questo caso Medicitalia.it genera contenuti importanti ed inediti e vanta uno storico altrettanto importante, difficilmente verrà penalizzato, ma non si avrebbe comunque alcun beneficio di sorta dal punto di vista della crescita e della visibilità.
Proprio per questo vi invitiamo a seguire queste indicazioni e creare articoli originali, interessanti e di qualità.

2) Fondamentale l'uso delle keywords e la loro evoluzione nel tempo. La keyword singola è più difficile da posizionare rispetto a una copia di keyword.

3) Le keyphrases indicano le frasi chiave cercate dagli utenti; utilizzandole bene otteniamo tanti vantaggi, inoltre aggiriamo la concorrenza che ha più potere su molte keywords singole. 

In base a dei test seo effettuati di recente, il 70% degli utenti cerca nei motori DUE O PIU’ PAROLE.

N.B. Inserire immagini in un post aggiunge valore al testo e favorisce l'indicizzazione. Ma anche il testo intorno all'immagine viene preso in considerazione dai motori di ricerca, pertanto è importante creare un’armonia tra il testo che attornia l’immagine, il suo nome e la sua descrizione (attributo ALT). In base alle parole chiave scelte sarebbe buona norma inserire nel testo che attornia l’immagine le varie Keywords.

Questo Post può sembrare troppo tecnico, ma è solo l'anticipazione di alcuni meccanismi che portano un sito ad essere primo nei motori di ricerca.
Se l'argomento genera interesse, possiamo in futuro approfondire nel dettaglio ogni passaggio e tradurre il linguaggio criptico del web e l'algoritmo googleiano con le sue molteplici peculiarità.

staff@medicitalia.it