E’ stato pubblicato stamattina un video su M.D. Web TV , a cura del Dottor Fabrizio Stocchi dell’Istituto San Raffaele di Roma, su un innovativo metodo che, se i risultati dovessero essere quelli immaginati, sarebbe davvero rivoluzionario nella terapia del m. di Parkinson

Viene riferito, dunque, che sarebbe stata messa a punto un metodica di “stimolazione plantare profonda” mediante una “macchina” (di cui non vengono spiegati i dettagli delle caratteristiche del suo funzionamento) che avrebbe la capacità di stimolare i gangli della base (nuclei di cellule del cervello) responsabili della malattia di Parkinson.

Prima di ogni altro commento, è opportuno spiegare, in eccessiva sintesi, la causa della malattia o meglio la lesione che produce e mantiene la malattia. Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale.

I sintomi che compaiono a malattia conclamata sono prevalentemente a carico del sistema motorio come difficoltà nella deambulazione, movimenti incontrollati delle mani, del capo e altri e sono l’espressione clinica del danno, ovvero della distruzione e quindi della morte di quelle cellule situate in una sola regione del cervello (il mesencefalo), denominata substantia nigra

Il Collega, nella breve esposizione tramitei MD Web TV, dopo una premessa sulla validità delle terapie mediche e in qualche caso di quella chirurgica del Parkinson, oltre all’ indiscutibile ruolo che la riabilitazione può avere in questi malati,  non spiega, con sufficienti dati,  quale sarebbe il meccanismo d'azione della macchina che, stimolando in modo profondo la pianta dei piedi, attiverebbe i nuclei della base ottenendo la guarigione o una significativa regressione della sintomatologia.

Non spiega cioè  né come funzionerebbe tale macchina, né in cosa consisterebbe la stimolazione plantare profonda (distinguendo da quale possa essere invece quella superficiale), né come si potrebbero “attivare” i gangli della base che, tra l’altro, non hanno un ruolo diretto nel morbo di Parkinson, semmai sono i loro circuiti neuronali (che sono in connessione con varie aree cerebrali) che possono risultare “bloccati” o scarsamente attivi per la mancata secrezione di una sostanza la dopamina che viene prodotta nella substantia nigra.

In ogni caso sarebbero cellule di nuclei della base, morte, inattive e che un impulso applicato alla pianta dei piedi possa ottenerne la “riviviscenza”, sembra un pò una mostruosità scientifica.

In che modo l’impulso della stimolazione plantare percorrerebbe il sistema nervoso periferico e raggiungerebbe la profondità del cervello, attivando che cosa? La connessione tra putamen (un nucleo della base) talamo (altro nucleo della base) e corteccia?, non è dato sapere!

E perchè, per esempio, avrebbe effetto la stimolazione plantare e non quella del palmo della mano o di altra zona cutanea del corpo se lo stimolo, per raggiungere i gangli della base, utilizza un nervo periferico?

I circuiti neuronali sono compromessi dalla distruzione delle cellule della substantia nigra che non sintetizza più la dopamina.

Viene annunciato che lo studio preliminare effettuato al San Raffaele di Roma ha dato risultati incoraggianti , ma non viene  riferito  di alcun lavoro pubblicato, nè dei metodi di ricerca utilizzati se non  quello dell'utilizzo del placebo.

Sarebbe interessante sapere per esempio se per tale studio, è stato necessario sospendere o no la terapia farmacologica anti-Parkinson.

Ci informa altresì che si sta approntando uno studio multicentrico con tre o quattro ospedali italiani e noi rimarremo in attesa di conoscere i risultati e la validità di tale ricerca; il mio personale scetticismo, legato alle conoscenze che la neurofisiopatologia finora ci consente di avere, mi fa temere che lo “spot pubblicitario di oggi non si trasformerà in una comunicazione di spessore scientifico.

Non solo, annunci di tale tipo potrebbero alimentare false speranze e incrementare i cosiddetti viaggi della speranza.

A mio parere, attendere il completamento dello studio multicentrico, facendo conoscere il numero delle persone trattate, i materiali e metodi utilizzati, sarebbe stato molto più prudente.

 

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