Uno studio epidemiologico condotto dalla Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGE.NA.S.) ha evidenziato che il 12% della popolazione italiana, con netta prevalenza del sesso femminile, risulta affetto da emicrania che nelle donne è prevalentemente associata al ciclo mestruale.

Secondo la International Classification of Headache Disorders, 3rd edition Beta version (ICHD-3β), l’emicrania è definita mestruale pura quando si verifica solo nel corso del periodo mestruale (da due giorni prima a tre giorni dopo l’inizio) oppure, ed è il tipo più frequente, mestruo-collegata quando occorre sia durante le mestruazioni che nel resto del ciclo.

L’emicrania mestruale pura è legata al declino perimestruale degli ormoni estrogeni ovarici, è generalmente senza aura ed è tra le emicranie la forma più severa, più disabilitante, di più lunga durata e che presenta maggiori difficoltà al trattamento, particolarmente se si verifica nei primi due giorni del periodo.

Il Dr. Kasra Maasumi, Ricercatore del Headache Center all’Università di San Francisco (California), ha condotto una revisione critica di tutte le opzioni terapeutiche attualmente disponibili per l’emicrania mestruale, evidenziandone comparativamente l’efficacia in funzione del trattamento acuto e della prevenzione.

Innanzitutto va specificato che l’algoritmo di trattamento deve essere ritagliato conformemente alle caratteristiche dell’emicrania nel singolo soggetto. Difatti, se l’episodio di emicrania è sicuramente limitato al periodo del ciclo allora è attuabile una strategia basata su farmaci per la terapia acuta e per la prevenzione a breve termine, altrimenti è indicata una prevenzione a lungo termine. La terapia acuta dell’attacco si basa sull’adozione dei triptani, sostanze che agiscono come antagonisti della serotonina (5-idrossitriptamina) favorendo la costrizione dei grandi vasi cranici ed inibendo il rilascio dei neuropeptidi infiammatori che agiscono sul sistema trigeminale del tronco encefalico.

In Italia ne esistono diversi tipi: sumatriptan, rizatriptan, frovatriptan, zolmitriptan, almotriptan, di cui la sottostante tabella mostra comparativamente l’efficacia rilevata dai risultati statistici dei diversi studi clinici esaminati da Maasumi e da cui emerge una certa superiorità del Rizatriptan al dosaggio di 10 mg nel dare sollievo a 4 ore dall'insorgenza del dolore e ad impedirne la ricorrenza.

  Riduzione del dolore a 2 h Scomparsa del del dolore a 2 h Protratta riduzione del dolore da 2 a 24 h Scomparsa del dolore da 2 a 24 h
Sumatriptan 100 mg   61% 31%  
Rizatriptan 33–73% 63% 63% 32%
Frovatriptan 43%   42%  
Zolmitriptan   28–48%    
Almotriptan   48% 36%  

 

Ma l’aspetto più interessante offerto da questo studio retrospettivo consiste nella possibilità di attuare nuove strategie di prevenzione a breve termine dell’emicrania mestruale. Infatti nelle pazienti con ciclo mestruale regolare, in cui l’emicrania tende a verificarsi entro i primi due giorni, si possono anticipatamente somministrare farmaci per la prevenzione dell’attacco emicranico. Allo scopo di pianificare una short-term prevention è di grande importanza redigere un diario con cui determinare la ricorrenza mestruale ed in quale giorno (da -2 a +3) si verifichi l’emicrania.

È stata al riguardo comparata l’azione open-label dei diversi triptani, cioè oltre le loro indicazioni terapeutiche, ed è risultato che somministrati per un totale di 6 giorni (dal giorno -2 fino al giorno + 4) sono tutti in grado di svolgere un’azione preventiva seppur con una relativa superiorità clinica da parte del frovatriptan.

È stata valutata per la profilassi short-term dell'emicrania mestruale anche l'azione di altri farmaci, la cui efficacia è risultata nettamente inferiore a quella dei triptani.

Magnesio: al dosaggio quotidiano di 360 mg dal 15° giorno del ciclo sino al ciclo successivo.

Naproxene: 500 mg dal giorno -1 al giorno +5

Diidroergotamina: 3.5 mg ogni 12 ore dal giorno -2 al giorno +5

Estrogeni: 1.5 mg di estradiolo-gel applicato sulla cute, dai giorni -2 a +5

Per ultimo, è stata testata l’azione profilattica short-term dei farmaci anti-epilettici, generalmente adoperati per la prevenzione a lungo termine dell'emicrania (Topiramato, Lamotrigina, Acido Valproico e Gabapentin). La loro efficacia è risultata non solo debole ma essi sono anche sconsigliabili avendo l’effetto secondario di indebolire il potere dei contraccettivi orali nelle donne che li adoperano.

 

Conclusioni

I Triptani confermano la loro superiorità come farmaco dell'attacco emicranico, con una migliore evidenza per il Rizatriptan, e come farmaci per la profilassi a breve termine con una relativa superiorità del frovatriptan, preso due volte al dì per 5 giorni.

 

Bibliografia

Kasra Maasumi, MD, MS; Stewart J. Tepper, MD; Jennifer S. Kriegler, MD Headache. 2017;57(2):194-208.