L’ansia, com’è ben noto, è una condizione psichica che rende difficile gestire l’esistenza quotidiana perché costellata da una miriade di disturbi fisici, che a loro volta generano notevole stress e incessante preoccupazione sul proprio stato di salute. 

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L’individuo con elevato livello d’ansia si allarma facilmente riguardo al proprio stato di salute, realizzando ciò che storicamente si denominava ipocondria e che odiernamente viene definito come Disturbo da ansia di malattia. Nella 5.a edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM V) il Disturbo da Ansia di Malattia è definito come la preoccupazione di avere o di poter contrarre una grave malattia. A cagione di ciò il paziente è costantemente proteso a controllare le sue funzioni organiche col risultato di attivarle in modo anomalo (arousal) sviluppando, per effetto dello stress protratto, un reale disturbo somatoforme col risultato di aumentare la sua preoccupazione.

 

In conseguenza di una diffusa e crescente tendenza ad accedere ad internet, i soggetti affetti da ansia di malattia ricercano sulle risorse disponibili online la identificazione dei propri sintomi e quindi procedono con un’auto-diagnosi incorrendo in elevata proporzione in falsi positivi, nel senso che si attribuiscono e si convincono di avere malattie che in realtà non hanno mentre spesso negano di essere affetti dal disturbo ansioso. Attraverso questo misconoscimento del loro vero problema, essi inseguono ossessivamente i sintomi inesistenti della malattia temuta, consultando medici o più spesso la rete, invece di ricevere una diagnosi corretta ed il relativo trattamento della loro condizione medica.

 In pratica ogni organo o apparato può esserne interessato; i sintomi più frequentemente associati all’ansia possono essere cardio-vascolari, respiratori, gastrointestinali, dermatologici, genito-urinari ma al primo posto vi sono quelli neuromuscolari, costituiti da formicolii, parestesie, debolezza, tremori, sbandamenti e vertigini, cefalea, rigidità e dolori muscolari. Cercando in rete qualcuno di questi sintomi, il soggetto ansioso apprende che le cause che primeggiano nel provocarli sono le malattie neuro-degenerative (Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Parkinson) che automaticamente teme di aver contratto e difficilmente arriva a mentalizzare il suo disagio ed a connetterlo con la sua situazione emotiva personale, ma lo attribuisce al procedere della malattia neuro-degenerativa.

 Tutto ciò, tuttavia, non è senza conseguenze. Un recente studio condotto dal Dr Line Iden Berge Ricercatore all’Haukeland University Hospital di Bergen (Norvegia) ha dimostrato che l’ansia di malattia aumenta in associazione lineare il rischio di infarto del miocardio. La ricerca è fondata sui dati rilevati da uno studio svolto su una comunità di 700 soggetti, testati con il Whitely Index (WI), che è la scala psicometrica più sensibile adoperata per lo screening dell’ansia di malattia, ed è stata condotta con un follow-up di 2 anni avendo, come obbiettivo fondamentale quello di investigare se in prospettiva l’ansia di malattia sia potenzialmente associata con la malattia ischemica cardiaca e con quale potenziale di rischio. Lo studio ha evidenziato che aumentando il valore di WI aumenta da 2 a 4 volte il rischio di ischemia cardiaca.

I risultati della ricerca sottolineano l’importanza di una diagnosi tempestiva di ansia di malattia ed un suo appropriato trattamento per evitare i più seri rischi di patologia cardiaca.