Un rapporto pubblicato online da Archives of Ophthalmology dimostra che gli adulti con retinite pigmentosa che hanno assunto integratori di vitamina A ed acidi grassi omega-3 per un periodo di quattro-sei anni, hanno mostrato una riduzione della progressione della malattia.

La retinite pigmentosa è una malattia degli occhi in cui vi è un danno alla retina. Circa 2 milioni di individui (1 su 4.000) in tutto il mondo sono colpiti dalla malattia, che si manifesta in genere con cecità notturna. I sintomi, in genere, appaiono nella prima infanzia, ma problemi gravi di vista, come la perdita della visione laterale, la visione a tunnel, e la cecità legale, di solito non si sviluppano prima dell'inizio della tarda età adulta.


Esempio di visione "a tunnel"

I dati sull'acuità visiva di tre studi condotti dal 1984 al 1991, dal 1996 al 2001 e dal 2003 al 2008, includendo le persone con retinite pigmentosa tipica, sono stati esaminati da Eliot L. Berson ed il suo team, della Harvard Medical School e del Massachusetts Eye and Ear Infirmary di Boston.

Nello studio in esame, il team ha inserito 357 persone affette da retinite pigmentosa, che stavano assumendo il palmitato di vitamina A (15.000 UI al giorno). I risultati dello studio hanno dimostrato che il tasso medio annuo di diminuzione dell'acuità visiva da lontano è stato del 40% più lento tra i partecipanti che hanno consumato una dieta ad alto contenuto di acidi grassi omega-3 (almeno 200 mg al giorno), rispetto ai partecipanti la cui dieta era a basso contenuto di acidi grassi omega-3.

In un precedente studio, lo stesso team aveva già dimostrato che l'assunzione con la dieta di omega-3 ha avuto un'efficacia sul mantenimento della sensibilità del campo visivo centrale. Hanno notato, infatti, che gli individui che assumono almeno 0,20 g al giorno di omega-3, in associazione con palmitato di vitamina A (15.000 UI al giorno), hanno avuto un tasso di riduzione della sensibilità retinica centrale di quasi il 50% più lento rispetto ai pazienti che ricevono un basso dosaggio di omega-3 e la stessa dose di vitamina A.

Il regime di trattamento di vitamina A in combinazione con una dieta ricca di omega-3 (almeno 200 mg al giorno) dovrebbe rendere possibile, per molti pazienti affetti da retinite pigmentosa tipica, il mantenimento di una discreta acuità visiva ed un valido campo visivo centrale per la maggior parte della loro vita.


Il salmone, ricco in acidi grassi omega-3, può contribuire
al rallentamento dell'evoluzione della retinite pigmentosa

Analizzando il tasso di peggioramento, misurato in lettere all'anno viste su una tabella standardizzata ETDRS, possiamo notare che il tasso medio di declino era di 0,59 lettere per gli individui che ricevono alte dosi di omega-3, in combinazione con vitamina A, rispetto a 1,00 lettera di perdita annua per gli individui sottoposti a dieta con basso dosaggio di omega-3, in combinazione con le stesse dosi di vitamina A, per un periodo di 4 a 6 anni.

Facendo una stima approssimativa, un paziente tipo che inizia a ricevere vitamina A all'età di 35 anni e mangia una dieta ricca di omega-3 (cioè due o tre porzioni di pesce grasso a settimana) con una acuità visiva di 50 lettere ETDRS (equivalente a 6-7 decimi) si troverebbe, in media, con una acuità visiva di 24 lettere ETDRS (equivalente a 2 decimi) all'età di 79 anni, mentre il paziente che assume vitamina A in una dieta povera di omega-3 (una porzione di pesce grasso a settimana, o meno) si troverebbe a questo livello (2 decimi di vista) già all'età di 61 anni.