Articolo estratto da Retina. 2012; 32 (2): 293-298.

I pazienti possono ottenere benefici simili nel recupero dell'acuità visiva se sottoposti a regimi variabili rispetto alla somministrazione mensile di ranibizumab nell'arco di un anno ma, in base ad un recente studio, i risultati sono comunque migliori se le iniezioni vengono eseguite con frequenza mensile.

Secondo lo studio, il gold standard per la degenerazione maculare essudativa, rimane la somministrazione mensile di antivegf. Ai pazienti, in alcuni casi, dovrebbero essere presentate le prove che dimostrano il vantaggio del protocollo mensile rispetto alla somministrazione variabile, quella cioè che si basa sulle risposte del paziente alla terapia, sull'analisi frequente degli esami OCT e sulla comparsa di recidive.

Il confronto tra due gruppi di pazienti consecutivi affetti da neovascolarizzazione coroideale per degenerazione maculare senile ha incluso 31 occhi trattati con somministrazione mensile di Lucentis (ranibizumab, Genentech) e 29 occhi trattati con tre dosi da carico mensili e poi un regime di somministrazione variablie.

Degenerazione maculare essudativa

Dopo 12 mesi, il gruppo della somministrazione variabile era stato sottoposto mediamente ad 8 iniezioni, il che può spiegare l'ottenimento di risultati visivi simili fra i due gruppi.

I pazienti trattati con ranibizumab con frequenza mensile ha ottenuto un miglioramento medio di quasi tre decimi, mentre i pazienti sottoposti a somministrazione variabile hanno guadagnato circa due decimi di vista.

Questi risultati sono stati raggiunti nonostante siano stati inseriti pazienti con prospettive di recupero più incerte, che sarebbero stati esclusi in altri tipi di ricerche (studio ANCHOR e studio MARINA, molto noti per chi si occupa di questo tipo di indagini) a causa di prospettive di recupero meno favorevoli.

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