I fumatori in Italia ammontano a 10,8 milioni, pari al 20,8% della popolazione con più di 15 anni, in calo di quasi due punti percentuali rispetto al 2011 (quando il dato rilevato era stato del 22,7%) un numero ancora elevato che rende il fumo da sigaretta ancora una emergenze sanitaria.

Questi i risultati di un’indagine commissionata all’Osservatorio fumo alcol e droga dell’Istituto Superiore di Sanità alla Doxa che lo ha realizzato in collaborazione con l’Istituto Mario Negri.

In questa indagine si scopre anche che gli italiani fumano in media 13 sigarette al giorno e che è aumentata di due volte e mezza la vendita del tabacco sfuso: circa l’8,5% degli italiani, soprattutto tra i maschi e i giovani, costruisce a mano la sigaretta riuscendo a risparmiare circa la metà del costo (nel 2011 il consumo dei cosiddetti “trinciati” era del 3,4%).

Che il fumo di sigaretta faccia male è cosa risaputa, infatti è stato associato un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiache, ictus, cancro del polmone ed altri tipi di cancro, e patologie croniche polmonari.

Autori Americani hanno stimato che il fumo di sigaretta è la causa di morte di 1 persona su 5. Inoltre, studi epidemiologici hanno dimostrato lo stretto legame tra fumo di sigaretta ed insorgenza di varie patologie oculari, tra cui la Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE).

La DMLE rappresenta, nei Paesi industrializzati, la principale causa di cecità negli individui al di sopra dei 65 anni.

In Italia, ad oggi, questa malattia colpisce circa 1 milione di persone, di cui 260.000 risultano essere affette dalla forma più rapida e devastante: la DMS neovascolare.

La DMLE è una patologia multifattoriale che colpisce la zona centrale della retina, detta macula. La macula si trova al centro della retina ed è la zona di massima sensibilità che controlla la capacità di discriminazione fine: riconoscere gli oggetti ed i colori, leggere e scrivere.

La DMLE è una patologia ad andamento progressivo che può portare alla perdita completa ed irreversibile della visione centrale.

Questa patologia può essere di 2 tipi: atrofica (secca) o neovascolare (essudativa).

 

Sintomi della DMLE:

  • Visione offuscata
  • Visione distorta
  • Linee diritte appaiono incurvate
  • Oggetti che possono apparire con falsa grandezza o forma

 

Nella forma avanzata:

  • Comparsa di un’area nera vuota al centro della visione

 

Oggi è noto che la patogenesi della DMLE è determinata dalla coincidenza di fattori genetici (predisposizione genetica) e da fattori di rischio ambientali e demografici.

Tra i vari fattori di rischio della DMLE, il fumo di sigaretta è sicuramente tra i più importanti, quasi il 30% dei casi di DMLE ha come concausa il fumo di sigaretta. Ad oggi non è ancora chiaro quale sia esattamente il meccanismo alla base del legame tra fumo di sigaretta e DMLE. È risaputo che nel fumo di sigaretta sono contenuti all’incirca 4800 composti chimici, 69 dei quali hanno proprietà carcinogeniche accertate, altri sono metalli pesanti e radicali liberi. Questi composti possono provocare un danno ossidativo a livello della retina, inducono la perossidazione lipidica, abbassano il livello degli antiossidanti e riducono il flusso sanguigno promuovendo ischemia, ipossia e microinfarti ed aumentando così la possibilità di innescare processi degenerativi a livello della macula.

Non solo, è stato dimostrato che il fumo di sigaretta riduce la concentrazione del pigmento della macula, composto da luteina e zeaxantina.

La luteina e la zeaxantina sono dei carotenoidi che si accumulano a livello maculare e che sono importanti per il mantenimento della salute di questa parte della retina. La luteina e la zeaxantina sono gli unici due carotenoidi presenti a livello della macula ed hanno una funzione fondamentale a livello retinico in quanto assorbono le radiazioni luminose, esplicando così la loro forte attività antiossidante, proteggendo la retina e migliorando l’acuità visiva, assorbendo le radiazioni luminose a bassa frequenza (luce blu) particolarmente dannose per questo tessuto, infatti, usando un paragone molto calzante, la luteina accumulata a livello maculare, viene definita come un occhiale da sole naturale.

Il sospetto del legame tra fumo di sigaretta e DMLE è sempre stato forte, recentemente, però, diversi studi clinici ed epidemiologici hanno evidenziato e rafforzato sperimentalmente l’esistenza di questo legame. L’evidenza epidemiologica che relaziona e lega lo sviluppo di DMLE con il fumo di sigaretta è sempre più abbondante. Quasi il 30% dei casi di DMLE ha come causa il fumo di sigaretta.

Il rischio di contrarre la malattia è da 2 a 4 volte più elevato nei fumatori rispetto ai non fumatori. Non solo, il fumo di sigaretta è stato collegato con l’incidenza e progressione della DMLE a forme più gravi della malattia . È stato osservato che le donne fumatrici hanno una probabilità di sviluppare la DMLE di 2.5 volte rispetto alle donne non fumatrici, mentre per gli uomini questo valore sale a 3.29. Anche i fumatori passivi non sono esenti dagli effetti nocivi del fumo di sigaretta, ed è stato dimostrato che questi hanno un aumentato rischio di sviluppare la patologia rispetto a coloro che non subiscono il fumo passivo.

Un aspetto importante nell’ambito della prevenzione della DMLE è legato all’apporto di componenti nutrizionali che hanno mostrato di apportare dei benefici proprio nei confronti della DMLE, come l’assunzione di livelli adeguati di luteina.

Infatti un aspetto di grande interesse è legato al fatto che il fumo di sigaretta, con la sua forte attività pro-ossidativa, riduce significativamente ed in maniera rapida la concentrazione plasmatica dei carotenoidi, ed in particolare di luteina e zeaxantina, le cui concentrazioni risultano ridotte anche a livello della macula. La riduzione della densità del pigmento maculare è inversamente proporzionale al numero di sigarette fumate giornalmente già a partire dalle 10 sigarette al giorno. Tuttavia, è stato evidenziato come fumatori che assumevano elevate quantità di luteina e/o zeaxantina hanno mostrato di non avere questa riduzione della densità del pigmento maculare; pertanto è stato suggerito che l’assunzione di luteina possa essere un valido aiuto a disposizione dei fumatori per ridurre i danni tossici indotti dal fumo di sigaretta.

È stato recentemente immesso in commercio un prodotto costituito da compresse masticabili a base di Luteina a rapido assorbimento orobuccale. Ciò costituisce un approccio innovativo per reintegro ottimale e continuativo della luteina plasmatica nel fumatore che può utile a ridurre tempestivamente il danno relativo alla riduzione della luteina plasmatica, indotto dal fumo di sigaretta.