Nei recenti congressi di Videocatarattarefrattiva 2013 (diretto ed organizzato da dott. Lucio Buratto) ed il Congresso Nazionale Associazione italiana Medici Oculisti (presidente dott. Alessandro Galan) sono emersi dati interessanti sul proliferare della MIOPIA nel Mondo.

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Opuscolo distribuito gratuitamente  da

Associazione Italiana Medici Oculisti durante il Congresso AIMO 2013

www.oculistiaimo.it

 

 

Nel 2012 sono stati venduti 1,4 miliardi di smartphone, nel 2015 questo numero sarà probabilmente triplicato. Quindi molti più adolescenti e giovani entreranno in un mondo sempre più digitale, perché i tablet e i telefonini sembrano ormai far parte del corpo umano come un braccio o una mano.

Un lavoro di un gruppo di studio anglosassone ha sottolineato che gli smartphone vengono usati anche mentre ci si fa la barba o ci si trucca, per un totale di troppe ore al giorno.

Ma questa rapida modernizzazione e totale digitalizzazione sta dando conseguenze: oggi circa il 21% dei ragazzi tra 18 e i 25 anni è miope, e si prevede che la percentuale salirà al 40% nei prossimi dieci anni. 

I MEDICI OCULISTI di tutto il mondo hanno iniziato ad allarmarsi come di fronte ad una vera e propria epidemia di miopia.

Foto n. 2

Guardare un bel panorama e distogliere lo sguardo dal computer ci aiuta sempre a rilassare gli occhi, purtroppo non siamo sempre a Ravello 

 

 

 

Un fenomeno in crescita soprattutto nei Paesi industrializzati, dove all’inizio del nuovo millennio i miopi erano saliti gia’ al 35 per cento, mentre nei primi trent’anni del Novecento erano solo il 10% della popolazione.

Il primo grido d’allarme è stato lanciato nel maggio 2012 da uno studio australiano pubblicato su The Lancet.

Lo studio, effettuato nell’Asia del miracolo economico (Cina, Giappone, Taiwan, Singapore, Hongkong, Corea del sud) mostrava che alla fine del percorso scolastico addirittura il 90% dei giovani delle zone urbane non aveva più una perfetta acuità visiva, e presentava un qualche difetto visivo, prevalentemente una lieve miopia.

Nella miopia c’è naturalmente in ballo una predisposizione genetica.

foto n.3

Un tram di Milano a San Francisco , sede  dell' American Academy of Ophthalmology
   Street Address:
 655 Beach St.
San Francisco, CA 94109  

www.aao.org

 

 

 

Ci sono “famiglie di miopi”, ma anche a questo vizio di refrazione può essere applicato il famoso binomio eredità/ambiente.

Non è un caso che da alcuni anni siano sempre più evocati fattori ambientali: luogo di residenza, genere di lavoro, alimentazione, stili di vita, comportamenti, utilizzo di videoterminali, tablets , smarthphone.

Trascorrere tante ore al chiuso davanti al computer, navigare su Internet, inviare sms e giocare ai videogames sono comportamenti che affaticano la vista dei nostri ragazzi e soprattutto dei nostri bambini. Inoltre, l’utilizzo costante ed assiduo degli smartphone può aggravare la situazione.

E’ stato detto che la culla della miopia sono state le civiltà che hanno sviluppato la scrittura (dove c’e’ miopia c’e’ cultura...).

L’evoluzione della specie umana non ce la fa a rincorrere la rapidissima evoluzione tecnologica, e i nostri occhi non sono in grado di evolversi rapidamente, di adattarsi e sono fondamentalmente quelli dell’uomo antico, cacciatore e nomade, che utilizzava gli occhi prevalentemente per le cose lontane, e non quelle vicine. Ma la lettura di pagine scritte spesso con caratteri piccoli, e adesso che i tablet e smartphone sollecitano moltissimo la visione da vicino.

Ormai in Europa circa una persona su tre soffre di una miopia più o meno marcata, vale a dire che siamo a una percentuale del 35% contro il 20% degli anni Settanta e il 10% degli anni 30.

Ma per il diffondersi così rapido della miopia è stata ipotizzata anche un’altra causa: un fattore di rischio rappresentato dalla scarsità di luce naturale.

 

Due studi pubblicati nella scorsa primavera sulla rivista Ophthalmology (realizzati uno a Taiwan, l’altro in Danimarca) hanno mostrato che se i bambini trascorrono più tempo all’aperto si riduce il rischio di miopia, perché la dopamina, un neurotrasmettitore prodotto nella retina sotto l’effetto della luce naturale, gioca un ruolo cruciale nella buona trasmissione delle immagini al cervello, e sembra anche che sia in grado di evitareuna crescita eccessiva dell’occhio dalla nascita ai 25 anni, il cosiddetto

“occhio troppo lungo” che rende l’occhio miope.

 

I bambini quindi non devono rimanere a lungo in ambienti confinati sia in casa o nelle aule scolastiche.

La luce naturale sicuramente previene la miopia, ed è significativo lo studio realizzato a Taiwan su bambini tra i 7 e 11 anni di due scuole diverse.

Nella prima scuola i bambini godevano di numerosi intervalli all’aria aperta. Mentre ai bambini della seconda scuola (gruppo di controllo) era proibito uscire.

Alla fine della ricerca e un anno dopo, i due gruppi sono stati sottoposti a controllo oculistico: solo l’8,4% dei bambini della prima scuola avevano sviluppato la miopia, contro il 17,6% della seconda.

Un altro effetto spiacevole è causato dalla cosiddetta luce blu.

La luce blu è parte dello spettro solare e naturalmente viene diffusa dal sole, ma la luce artificiale, i Led, gli schermi degli smartphone e analoghi gadgets riescono a emettere radiazioni Blu anche il 30% in piu’ di quella presente in natura.

 

La Luce Blu ha una lunghezza d’onda corta e quindi una maggior frequenza ed energia, che provoca sfocatura e una riduzione di contrasto sulla Retina. 

E’ stato dimostrato che la lunga esposizione alla luce blu che provoca rossore e irritazione agli occhi, secchezza, affaticamento e visione offuscata , oltre a mal di testa e a disturbi del sonno, con alterazione del ritmo sonno /veglia.

La situazione può diventare così seria che uno dei principali produttori di smartphone del mondo, la coreana Samsung, ha realizzato Smart Pose una App che tiene sotto controllo la distanza del telefonino dall’occhio e la postura dell’utilizzatore e la durata dell’uso del gadget elettronico analizzando i dati provenienti dalla fotocamera frontale e dai sensori del cellulare.