Da una nuova ricerca, pubblicata in Eye & Contact Lens: Science & Clinical Practice, è emersa un'interessante novità per coloro che soffrono di secchezza oculare: il digiuno riduce significativamente la quantità di lacrime prodotte dall'occhio ed aumenta l'osmolarità delle lacrime (ossia la concentrazione di molecole, segno indiretto di scarsa lacrimazione).

E' stato effettuato uno studio prospettico controllato di 29 occhi in 29 uomini sani (età media 28 anni). I ricercatori hanno usato un osmometro (il TearLab, che utilizziamo con soddisfazione anche noi per la diagnostica della secchezza oculare) per misurare l'osmolarità lacrimale. Seguendo protocolli simili a quelli da noi adottati, sono stati anche valutati: l'Ocular Surface Disease Index (OSDI), il tempo di rottura del film lacrimale (BUT), il test di Schirmer ed il test di colorazione con il verde lissamina.

I test sono stati eseguiti prima e durante il Ramadan ed i valori ottenuti sono stati poi messi a confronto.

Questi sono i risultati ottenuti:

  • I valori medi osmolarità lacrimale erano 285,6 ± 8,2 mOsm/L in periodi di non-digiuno e 293,3 ± 16,0 mOsm/L nei periodi di digiuno.
  • I valori medi del test di Schirmer erano 10,6 ± 5,3 millimetri a digiuno e 14,8 ± 6,0 millimetri nel non-digiuno.
  • L'osmolarità lacrimale, l'OSDI ed il test al verde lissamina dimostravano un netto peggioramento della quantità di lacrime nel periodo di digiuno (i valori erano tutti aumentati in modo significativo).

Dobbiamo quindi mangiare di più per evitare la secchezza oculare? Non arriverei a tanto, ma una volta di più è bene ricordare che la regola dei "piccoli pasti distribuiti durante la giornata" è senza dubbio migliore rispetto all'abitudine di fare solo uno o due pasti abbondanti al giorno.

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Ambulatorio per la Secchezza Oculare - Tel. 081 554 2792