Italia prima al mondo: nasce il primo collirio a base di NGF

E' arrivata l'approvazione definitiva in Europa all'immissione in commercio del primo collirio al mondo contenente NGF (Nerve Growth Factor), il fattore di crescita nervoso scoperto dalla Rita Levi Montalcini e che le valse il Nobel nel 1986.

Il comitato per i farmaci ad uso umano (CHMP), facente parte dell'EMA (Agenzia Europea del Farmaco), ha autorizzato lo sviluppo e la commercializzazione del Cenegermin collirio per il trattamento di pazienti adulti affetti da cheratopatia neurotrofica, una rara patologia della superficie oculare ritenuta sino ad oggi "orfana" per l'assenza di protocolli terapeutici specifici.

Già nel 2015 il principio attivo era stato designato in Europa come il primo farmaco orfano biotecnologico per il trattamento della cheratopatia neurotrofica. La sua immissione in commercio è stata resa possibile grazie ad un iter "accelerato" caratterizzato da un periodo osservazionale di 8 mesi.

Cosa è l'NGF e come agisce

Il Nerve Growth Factor , o fattore di crescita nervoso, è una proteina sintetizzata naturalmente dal nostro organismo, fondamentale per la crescita e la sopravvivenza delle cellule nervose. 

Cenegermin è il principo attivo contenuto all'interno del collirio e si tratta della versione ricombinante del NGF , ottenuta cioè grazie ad alcuni batteri all'interno dei quali viene inserito un gene in grado di sintetizzare il fattore.

 

L'utilizzo nella Cheratopatia Neurotrofica

La malattia è caratterizzata da una severa compromissione della superficie corneale correlata a un deficit innervazionale da parte del trigemino, con grave perdita della sensibilità corneale, danno epiteliale e perdita della trasparenza corneale fino all'ulcera corneale. Si tratta dunque di una patologia molto invalidante, dolorosa per il paziente e frustrante per il medico, data l'assenza sino ad oggi di valide terapie.

L'utilizzo dunque di un collirio contenente l'NGF consentirebbe una riparazione più rapida del danno epiteliale evitando complicanze molto severe come la perforazione corneale 

 

Fonte: http://www.ema.europa.eu/ema/index.jsp?curl=pages/news_and_events/news/2017/05/news_detail_002750.jsp&mid=WC0b01ac058004d5c1