Ogni anno in Italia, muoiono circa 3.000 persone a causa del carcinoma orale che rappresenta l’ottavo più diffuso tumore. Solitamente purtroppo viene diagnosticato in ritardo nonostante il cavo orale sia facilmente accessibile alle manovre ispettive durante le visite odontoiatriche, per questo la sopravvivenza media a 5 anni non supera il 30%.

L’Università Cattolica del Sacro Cuore, e nello specifico l’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo Facciale del complesso integrato Columbus-Policlinico Agostino Gemelli  di Roma diretta dal Prof. Sandro Pelo, ha ideato testato e brevettato quello che promette di essere un importante alleato nella diagnosi precoce di questa grave patologia.

 

A questo punto è necessario fare una premessa: la mucosa orale è auto fluorescente quando illuminata da una lampada che emette una radiazione luminosa di lunghezza d’onda compresa tra 400 e 500 nm (è la radiazione emessa dalle normali lampade alogene presenti in ogni studio odontoiatrico ed utilizzate quotidianamente dagli odontoiatri per foto- polimerizzare i materiali compositi con i quali si eseguono le ricostruzioni conservative dei denti affetti da carie).

Questa auto fluorescenza non è percepibile ad occhio nudo ma può essere osservata con particolari filtri ottici.

Le cellule displastiche delle lesioni precancerose e quelle tumorali  perdono questa autoflorescenza ed appaiono, quando investite da una luce della giusta lunghezza d'onda ed osservate con  questi speciali filtri ottici, come aree scure.

 

E’ stato pubblicato nel 2010 uno studio pilota che testa tali filtri ottici:

lo studio è stato condotto su 32 pazienti ad alto rischio di tumore del cavo orale. I risultati sono stati i seguenti: all'osservazione con occhiali che montavano i filtri ottici, 13 dei 32 pazienti mostravano perdita di autofluorescenza in alcuni siti del cavo orale. I 13 pazienti sono stati sottoposti a biopsia nei siti indicati dagli occhiali in questione. Di questi 13 pazienti, 12 erano affetti da lesioni di una certa rilevanza (6 pazienti erano affetti da carcinoma squamo-cellulare e 6 da displasia epetiale)(Autofluorescence and early detection of mucosal lesions in patients at risk for oral cancer. Moro A, Di Nardo F, Boniello R, Marianetti TM, Cervelli D, Gasparini G, Pelo S. J Craniofac Surg. 2010 Nov;21(6):1899-903.)

Dunque dei  13 casi di positività ben 12 son stati confermati dalla biopsia e dal successivo esame istologico. Di questi, 3 avevano lesioni completamente invisibili ad occhio nudo e 9 presentavano lesioni molto più estese di quanto non sembrasse senza il dispositivo.

 

A febbraio di quest’anno è stato sottoscritto un accordo tra l’Università Cattolica e la Pierrel Pharma srl per la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione di occhiali che montano i filtri ottici che son stati oggetto dello studio sopra citato.

Tali dispositivi denominati GOCCLES (Glasses for Oral Cancer-Curing Light Exposed Screening) semplici e di facile utilizzo consentiranno di avvicinare lo specialista odontoiatra, durante le visite dentali di ruotine, alla valutazione delle eventuali lesioni pre-cancerose e cancerose dei propri pazienti.

Sarà così disponibile uno strumento di prevenzione che consentirà di attuare uno screening di massa, per la diagnosi delle lesioni del cavo orale, in maniera non invasiva  né dolorosa, ai pazienti che si recheranno quotidianamente dal dentista.

Questo accordo è prova tangibile  che la collaborazione tra l'industria e l'università può apportare contributi rilevanti al benessere della collettività.

 

Riferimenti: