Sia i dentisti che le realizzano che i pazienti che le utilizzano quotidianamente, sono consapevoli che una protesi totale removibile, soprattutto quando realizzata a livello dell’arcata inferiore, può non essere pienamente soddisfacente in termini di ritenzione e stabilità.  La  “dentiera” può cioè muoversi durante la masticazione producendo una condizione in cui è impossibile un controllo dei contatti occlusali e delle forze masticatorie, una protesi instabile inoltre favorisce lo sviluppo di traumatismi e lesioni gengivali e accelera il riassorbimento osseo.

Per ovviare questo problema è possibile, con un semplice atto chirurgico, inserire due impianti in titanio nella zona anteriore della mandibola edentula dotandoli di dispositivi di ritenzione appositamente studiati (ne esistono di vario tipo) per dare ancoraggio alla protesi mobile stessa. Si realizza in questo modo una overdenture mandibolare implanto-supportata.

Tale dispositovo protesico fornisce indiscussi vantaggi rispetto alla tradizionale protesi mobile a totale sostegno osteo-mucoso; il principale è senza dubbio il miglioramento della forza e della efficienza masticatoria: generalmente pazienti riabilitati con questo tipo di soluzioni protesiche necessitano di un minor numero di atti masticatori rispetto a pazienti riabilitati con protesi mobili tradizionali. Si assiste inoltre ad una riduzione del riassorbimento osseo locale che inevitabilmente si avrebbe con una protesi ad esclusivo supporto osteo-mucoso. Ancora, con una protesi più stabile anche la capacità di fonazione risulta significativamente migliorata rispetto a quella che si ha quando la protesi mobile tende a muoversi.

L’overdenture su impianti ha fatto registrare, soprattutto nei casi mandibolari, un grado di soddisfazione dei pazienti che non si discosta molto da quello che è in grado di offrire la protesi fissa ma a costi molto contenuti rispetto a quest’ultima.

Proporre questa soluzione al paziente edentulo totale che non può o non vuole essere riabilitato con protesi fisse implatosupportate ( che richiedono un numero più elevato di impianti,  almeno 4, e fasi cliniche e di laboratorio più lunghe e costose ) vuol dire dunque fornirgli una ottima scelta terapeutica.

Obiettivo di questo studio è stato descrivere e confrontare tre possibili soluzioni di ancoraggio  correlandole con il grado di soddisfazione del paziente, nell’ambito dell’overdenture mandibolare supportata dall’utilizzo di 2 soli impianti. 

Senza scendere in dettagli troppo tecnici “per addetti ai lavori” su quale sia il sistema di ancoraggio da preferire, cosa peraltro assai difficile da definirsi in quanto  vantaggi, svantaggi e precise indicazioni cliniche, sono insiti in ogni metodica terapeutica, la cosa importante che emerge da questo studio, sulla quale secondo me vale la pena porre l’accento, è che l’overdenture mandibolare su 2 impianti si è dimostrata essere una scelta affidabile e predicibile nei soggetti con mandibola edentula e dovrebbe essere lo standard base per tali pazienti, come confermano importanti lavori di revisione presenti in letteratura.

    

Fonte:

Berardini M, Di Iorio E. Overdenture mandibolare su due impianti: possibili soluzioni cliniche. Two-implant retained mandibular overdenture: a viable alternative in total edentulism rehabilitation. Dental Cadmos 2015;83(3):138-153

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0011852415300076