Ieri, in Humanitas, abbiamo eseguito il primo vero esame su paziente (nella foto qui sotto) utilizzando la nuova apparecchiatura EOS.

La nuova apparecchiatura è stata installata durante le vacanze di Natale, e i lavori per il suo posizionamento sono stati spettacolari: essendo di grandi dimensioni, sono state abbattute (e poi ricostruite) intere pareti della radiologia per poter portare l'apparecchio fino alla sua sede d'utilizzo.

Oggi, terminati i collaudi di rito, l'apparecchiatura è stata usata per la prima volta con dei pazienti.

Al momento solo una quarantina di questi avveneristici macchinari sono al mondo, e il nostro è il primo in Italia.

Ma a cosa serve la EOS, e cosa la rende così speciale?

Il sistema EOS si basa su una recente invenzione, cioè un nuovo tipo di acceleratore lineare di particelle ad alta energia. L'idea valse, nel 1992, il Premio Nobel per la fisica al suo inventore.

Grazie a questo nuovo acceleratore, è possibile ottenere immagini radiologiche di qualità superiore a quelle standard, con una dose di radiazioni assorbita dal paziente davvero minima.

Collegata all'apparecchio vi è una cabina dall'aspetto molto simile a quello di un box doccia.

Il paziente entra nel box in piedi, e rimane in posizione eretta per tutta la durata dell'esame, di pochi secondi.

La cabina NON viene chiusa, ed è quindi adatta anche a pazienti claustrofobici.


il posizionamento del paziente

Come in uno scanner tridimensionale, il corpo del paziente viene passato dal fascio radiogeno dalla testa ai piedi. In una singola passata (della durata di 20 secondi) il sistema acquisisce contemporaneamente una scansione anteroposteriore ed una laterolaterale del corpo.

Successivamente, la rielaborazione tridimensionale computerizzata è in grado di produrre immagini 3D ad alta definizione del corpo del paziente.


Ricostruzione 3D

La dose di radiazioni assorbita dal paziente è minima se paragonata a quella della radiologia convenzionale.

Uno scan total body EOS in 2 proiezioni è pari circa a UN DECIMO della dose relativa ad una normale radiografia del torace.

Le radiazioni emesse dall'apparecchio sono quindi minime, di poco maggiori rispetto alle radiazioni normalmente presenti nell'ambiente in cui viviamo, e paragonabili alle radiazioni assorbite dal corpo durante un normale viaggio aereo intercontinentale.

Le applicazioni della nuova tecnologia, se possono essere utili in tutti gli ambiti della medicina, offrono vantaggi incredibili in chirurgia vertebrale ed in ortopedia protesica:

è noto infatti che le classiche TAC (oltre ad esporre il paziente ad elevate radiazioni) danno risultati molto modesti in presenza di una protesi articolare, sono esami molto lunghi ed è necessario che il paziente rimanga sdraiato in un "tubo" per parecchie decine di minuti.


Un caso di scoliosi

Col nuovo sistema, data la rapidità della scansione, è possibile ottenere esami in posizione eretta (quindi sotto gravità), fondamentale per le valutazioni biomeccanico-funzionali richieste in chirurgia protesica.

A differenza della radiologia tradizionale, le immagini ottenute sono in dimensioni reali, in assenza di distorsioni, e sono quindi preziosissime per la pianificazione di interventi protesici con precisione submillimetrica.


Valutazione funzionale in posizione seduta di una paziente portatrice di protesi d'anca bilaterale

Anche nei pazienti che già hanno una protesi dell'anca o del ginocchio, gli sviluppi offerti dalla nuova metodica sono interessanti: è possibile, infatti studiare tridimensionalmenteil comportamento della protesi sotto carico, e tenendo conto di parametri prima impossibili da valutare, come i rapporti tra le diverse articolazioni.

Ad esempio, è inutile allineare una protesi acetabolare perfettamente ad un bacino, quando magari il bacino del paziente è normalmente disallineato a causa di una brutta scoliosi. Per impiantare correttamente la protesi è necessario tenere conto della scoliosi, e questa valutazione andava fino ad oggi fatta "ad occhio", scartando le informazioni della lastra che riguardava solo il bacino.

In conclusione, il nuovo sistema rappresenta un piccolo ulteriore passo tecnologico per migliorare la qualità dei risultati clinici, ed apre interessanti scenari di studio per poter arrivare a comprendere i principi cardine della biomeccanica umana e protesica attraverso inedite prospettive.

Animazione del funzionamento dell'apparecchio

Servizio della TV americana sul nuovo apparecchio

Video esplicativo sulle funzionalità della metodica

www.eos-imaging.com