Il governo Letta ha approvato di corsa a fine 2013 tramite decreto nel piano "Destinazione Italia"anche la nuova normativa per il rimborsi dei sinistri.

Il "regalo" del governo viene camuffato da "forme di sconto sui premi a favore degli assicurati […]. Gli oneri relativi alla concessione agli assicurati delle predette forme di sconto, sono sostenuti integralmente dalle compagnie di assicurazione, le quali potrebbero, di converso, beneficiare di una possibile riduzione degli oneri relativi ai sinistri". Dietro questa formula si cela la cancellazione del risarcimento di buona parte dei cosiddetti danni alla persona “per lesioni di lieve entità”: il colpo di frusta in primis.

In caso di incidente stradale «le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente», lo stabilisce l'emendamento di Ida Germontali approvato dalla commissione Industria del Senato. E subito l’Ania ha auspicato un intervento che "renda vita difficile agli speculatori delle microlesioni, eliminando l'automatismo tra auto-dichiarazione e liquidazione del danno di piccola entità e riformulando la tempistica di liquidazione, oggi ancora troppo breve, per evitare liquidazioni frettolose e non controllabili da parte delle compagnie". “In Italia - denuncia l’associazione - nulla o quasi è stato fatto a fronte di 500mila colpi di frusta denunciati ogni anno, più di 1.300 al giorno. Nel nostro Paese 23 incidenti su 100 registrano danni alla persona contro la media europea del 10%, a parte la Gran Bretagna. Una situazione d'emergenza che, in alcune zone della penisola, assume proporzioni ancor più preoccupanti con richieste di risarcimento per danni alla persona - avviene ad esempio in alcune province della Puglia - ogni 2 incidenti”.

Su queste scelte del governo in nome dell' Europa a favore delle Assicurazioni, da sempre in grave conflitto in Italia con i diritti degli utenti motorizzati, ci spetta rilevare alcuni aspetti molto discutibili.

1) In primo luogo il governo omette di avviare una riforma delle Assicurazioni e varare da subito un sistema di controllo rigorosissimo delle polizze e delle modalita' di onorarle nei fatti con pene durissime verso le Compagnie omissive. In ogni settore e ad ogni livello.

2) Solo in questo contesto di restituita democrazia e civile rapporto tra Assicurazioni e cittadini utenti diventa credibile un analogo rigore verso tutti coloro che truffano le assicurazioni utenti, officine e assicuratori compiacenti.

3) Solo in ultimo va affrontato con grande cautela il cosiddetto "danno biologico".

 Questo termine, infatti, rappresenta il tentativo di condensare in un concetto giuridico-amministrativo una realta' complessa come il danno al corpo e alla psiche del traumatizzato.

Gli aspetti fondanti di questa sorta di equilibrismo mal riuscito del governo riposano nella convinzione (presente anche nella testa del Giudice in sede di tribunale) che in assenza di lesioni dimostrabili con la diagnostica per immagini la lesione non esiste.

Nel testo che dovrà essere convertito in legge entro il 21 febbraio, infatti, si stabilisce che l’infortunato “è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti strumentalmente accertata l’esistenza della lesione”. Una norma precedente, firmata dal governo Monti che già aveva aperto la strada a dubbi e contestazioni alleggerendo i costi delle compagnie (-22% la stima dell’Ivass per un risparmio di 120 milioni nel 2012) in affanno per gli effetti sulle polizze del calo delle auto in circolazione, affiancava a “strumentalmente” l’avverbio “visivamente” che l’esecutivo Letta ha invece deciso di togliere di mezzo. Addio, quindi, non solo al colpo di frusta, ma anche a danni psichici come lo stress post traumatico o a ferite e lesioni non riscontrabili via Tac, RMN e radiografia.

Tutto questo non e' vero per una serie di ottime ragioni.

1) Anatomia. Il rachide cervicale (insieme alla cerniera occipito-cervicale, alla cerniera cervico-dorsale e le spalle) e' una struttura anatomica estremamente complessa sollecitata con una variabilita' straordinaria durante gli incidenti stradali a livello di ossa, articolazioni, muscoli, vasi e nervi.

2) Patologia: sede delle lesioni. La maggior parte delle lesioni “minori” avviene nelle parti molli in sedi anatomiche molto piccole (ad esempio le articolari posteriori o i legamenti minori oppure le inserzioni dei muscoli del collo) di difficile o impossibile dimostrazione tramite esami per immagini. Inoltre avvengono spesso micro lesioni a livello di nervi (plesso brachiale in particolare) e vasi (da micro lesioni intimali delle carotidi fino ad arrivare a veri  propri flap e complicanze come trombosi/embolie) assolutamente non diagnosticabili, soprattutto in acuto, per immagini.

3) Anatomia patologica. Il danno di queste strutture e' assolutamente dimostrabile sui preparati anatomici del collo dei cadaveri dei traumatizzati deceduti per altre lesioni con esami per immagini NEGATIVI per lesioni del rachide cervicale.

4) Fisiopatologia e biomeccanica. Nel colpo di frusta i movimenti delle vertebre e della colonna nel suo insieme sono caratterizzati da una serie di elementi assolutamente patologici:

a) la sequenza e l'ampiezza dei movimenti (ROM) non e' fisiologica;

b) la sollecitazione avviene su piu' piani in 3D con modalita' non fisiologiche;

c) la velocita’ ROM non e' fisiologica;

d) e' presente un coinvolgimento abnorme del cingolo scapolo-toracico e dello stretto toracico;

e) i muscoli anteriori del collo vengono pesantemente coinvolti molto piu' di quanto non si immagini;

Tanto in estrema sintesi.

Da qui discende la definizione del colpo di frusta che per noi resta la seguente.

- Definizione: sollecitazione meccanica improvvisa e violenta delle strutture del rachide cervicale e della testa che avviene quando un movimento di accelerazione/decelerazione trasferisce  in 3D forze a queste strutture SENZA l’esistenza di un trauma diretto della testa o del rachide.    

In assenza di immagini positive per danni al rachide, le lesioni, comunque presenti, solo apparentemente sono "minori", poiche'  per il loro numero e per insistere nella stessa area anatomica su molteplici e diverse strutture possono indurre quadri di disabilita' anche imponente. Pensare di cancellarle semplicemente negandone l' esistenza e', da parte del governo, assolutamente sbagliato e profondamente iniquo verso tutte quelle vittime della strada (vere), sopravvissute agli incidenti, che hanno visto pesantemente ridotta la qualita' della loro vita sia nel corpo, che nella psiche.

Gli abusi e le truffe vanno stroncati senza esitazioni, pertanto ben vengano i Registri come la Banca dati dei "testimoni"e dei "danneggiati" previste nel decreto. Ma, contestualmente, va aperta da subito una profonda revisione dei consulenti dei tribunali laddove si evidenzia una carenza enorme di professionalita' in grado di sostenere davanti al Giudice le ragioni dei traumatizzati. Da anni sostengo e promuovo la necessita' di un Registro dei consulenti presso i Tribunali formalmente autorizzati dalle rispettive Societa' scientifiche di appartenenza per stroncare una volta per tutte il fenomeno annoso del copia/incolla degli "esperti" nominati dal Giudice. La Societa’ Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) ci sta pensando.

Mi auguro che le Societa' mediche (la SIOT per gli ortopedici) e quelle dei cittadini vittime di infortuni sappiano trovare, insieme,  la forza e la determinazione per difendere davanti al Governo il diritto dei cittadini alla Salute anche nei suoi aspetti assicurativi laddove il danno di fatto esiste. Anche se non dimostrabile con le immagini. La sofferenza non imprime le lastre, ma incide per sempre il corpo e la psiche di chiunque abbia avuto esperienza (vera) di un colpo di frusta a cui e' sopravvissuto. Perche' qui qualcuno dimentica che per colpo di frusta si puo' anche morire e questi traumatizzati non arriveranno mai a lamentarsi ne' davanti al governo Letta, ne' davanti alle Compagnie assicurative.