Negli ultimi anni si è potuto constatare che vi è un abuso del cortisone,spesso usato autonomamente dalle mamme in varie situazioni.

Esempi classici: asma, orticaria, febbre poco responsiva agli antipiretici classici.

Si ricordi a tal proposito che la crisi di asma va affrontata in prima battuta coi broncodilatatori e non col cortisone, ugual cosa l'orticaria, che va curata prima con gli antistaminici ed infine la febbre che non va curata, come spesso avviene, con la compressina di cortisone!

Questi farmaci sopprimono il funzionamento dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene che si può avere anche con trattamenti brevi di cortisonici. Il meccanismo di alterazione risente di cause individuali,infatti vi sono soggetti che presentano tale soppressione mentre altri no. Di solito dopo un trattamento cortisonico  si dovrebbe attuare una diminuzione scalare del farmaco, anche se questa metodica non è stata validata con sicurezza.

Uno studio svolto in Canada pubblicato sul Journal of Pediatrics (A Search for Variables Predicting Cortisol Response to Low-Dose Corticotropin Stimulation Following Supraphysiological Doses of Glucocorticoids Wildi-Runge S 2013:163:484-8) ha studiato 103 bambini col test dell' ACTH  che avevano usato cortisonici a dosi generose e per lunghi periodi. Questi bambini avevano scalato le dosi di cortisone in modo lento ma nonostante questo avevano presentato un test all'ACTH patologico.

Questo studio ci ricorda che i cortisonici vanno usati solo quando necessari, sotto controllo del medico e senza incorrere in autoprescrizioni immotivate!