La sindrome ostruttiva delle apnee notturne (OSA) è caratterizzata da ricorrenti episodi di ostruzione delle alte vie aeree durante il sonno che determina ipossia intermittente, sonnolenza diurna, alterazione delle funzioni cognitive e significative conseguenze cardiovascolari.

L’obesità è un importante fattore di rischio, visto che la prevalenza di OSA è circa doppia negli obesi confrontati con i soggetti normo-peso. Per ogni aumento del 10% del peso è stato dimostrato un incremento del 32% dell’indice di apnea-ipoapnea.

La pressione positiva continua (CPAP) è il trattamento di prima linea per OSA, in grado di migliorare la qualità del sonno e la sonnolenza diurna. Tuttavia una inadeguata aderenza alla CPAP può limitare l’efficacia del trattamento.

Il calo di peso è raccomandato nei soggetti sovrappeso e può migliorare le alterazioni cardio-metaboliche che spesso accompagnano l’OSA. Precedenti studi hanno dimostrato che questa strategia è efficace, ma sono stati condotti per brevi periodi (inferiore ai sei mesi) e su piccoli campioni di pazienti. Generalmente sono state utilizzate diete ipocaloriche od interventi chirurgici per favorire il calo di peso.

Un nuovo studio, condotto nel Prince of Wales Hospital, ha applicato per un anno un vero e proprio programma di cambiamento degli stili di vita per migliorare l’OSA. I partecipanti sono stati reclutati tra coloro che erano stati inviati dai Medici di Medicina Generale ad un centro pneumologico per un sospetto di disturbi respiratori del sonno. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad un test domiciliare che ha registrato i flussi aerei, la frequenza cardiaca, la posizione del corpo durante il sonno e la saturazione di ossigeno. I dati sono stati analizzati da esperti di polisonnografia. Nello studio sono state inserite persone tra 30-80 anni, indice di massa corporea (BMI) > 25kg/m ed eventi di apnea > 15 per ogni ora di registrazione. Per evitare fattori confondenti, sono stati esclusi coloro che presentavano una sonnolenza che poteva costituire un rischio per se e per gli altri, coesistenti disturbi del sonno, malattie croniche instabili e coloro che erano stati precedentemente sottoposti ad interventi chirurgici della alte vie respiratorie.

Tutti i partecipanti con una diagnosi di sindrome delle apnee notturne (OSAS) sono stati sottoposti a ventilazione notturna con pressione positive (C-PAP), dopo un training di una note in ospedale. La pressione della CPAP è stata settata al valore minimo in grado di risolvere gli eventi ostruttivi e la limitazione della limitazione ai flussi per il 95 % del tempi di registrazione notturno. Metà dei pazienti è stata valutata e seguita secondo queste modalità, che sono quelle standardizzate, mentre per l’altra metà è stato eseguito un intervento educazionale che prevedeva la consulenza di un dietologo settimanalmente nei primi quattro mesi e mensilmente nei successivi otto mesi. La dieta è stata calibrata per consentire una riduzione di circa 200 calorie al giorno, con assunzione in particolare di frutta e vegetali, con ridotto apporto di carboidrati e grassi. I pazienti sono stati inoltre incoraggiati ad eseguire almeno 30 minuti di esercizio aerobico tre volte la settimana.

Dopo 12 mesi è stata ripetuta, in entrambi i gruppi, la polisonnografia per registrare il numero delle apnee notturne. I risultati hanno dimostrato che tra coloro che hanno portato a termine il programma, effettuando tutte le visite dal dietologo con un calo ponderale di almeno il 20% rispetto a quello iniziale, si è riscontrato anche un significativo miglioramento del numero di apnee da 42 episodi/ora a 32 episodi/ora. I miglioramenti del numero delle apnee erano strettamente correlati con la riduzione del peso, visto che riduzioni di -31, -11, -4 e -1 episodi/ora erano associate a perdite di - 15kg,da -15 a -5 kg, da -5 peso invariato rispettivamente.

Il gruppo che era stato sottoposto ad un cambiamento di vita aveva una più bassa assunzione di calorie, in particolare assumevano meno grassi e più proteine e fibre confrontati con il gruppo di controllo.

Lo studio conferma che i cambiamenti degli stili di vita, in particolare la dieta ipocalorica ed il conseguente calo di peso, sono un trattamento efficace nella maggior parte dei pazienti con sindrome delle apnee notturne moderata o severa.

 

Fonte: 

http://journal.publications.chestnet.org/article.aspx?articleID=2203763