L’attività aerobica migliora l’asma bronchiale, anche nei casi più severi.
Lo conferma un recente studio, condotto da un gruppo di ricercatori brasiliani, e pubblicato su Thorax. E’ risaputo che l'attività fisica ha effetti antinfiammatori in molte malattie croniche, ma i benefici dell'allenamento aerobico nei confronti delle principali caratteristiche fisiopatologiche della malattia asmatica, come ad esempio l'infiammazione e l'iperreattività bronchiale, erano sino a questo momento poco conosciuti.

L’asma bronchiale è attualmente definita come una malattia cronica infiammatoria delle vie aeree, caratterizzata da ostruzione bronchiale e da iperreattività bronchiale, associata a ricorrenti episodi di broncospasmo, dispnea, costrizione toracica e tosse.

Generalmente i sintomi sono accentuati dalle attività fisiche quotidiane ed il timore di scatenare l’asma può indurre molti pazienti a condurre una vita sedentaria. Si innesca così un circolo vizioso, che determina una aversione nei confronti dell’attività fisica. A quel punto la difficoltà da sforzo fisico è determinata non solo dall’asma bronchiale, ma anche da uno scadente allenamento.

In alcune precedenti osservazioni si era ipotizzato l’effetto benefico dell’attività fisica, in questo lavoro il gruppo di studio coordinato dal Professor Celso Carvalho dell’Università di San Paolo ha evidenziato gli effetti dell'attività fisica aerobica sull’iperreattività bronchiale, sulle citochine infiammatorie dosate nel siero dei pazienti, sul controllo dei sintomi e sulla qualità di vita usando un questionario specifico.

valutazione otorinolaringoiatricaHanno partecipato allo studio 58 pazienti, affetti da asma persistente da severo a moderato. Successivamente sono stati randomizzati, per cui un gruppo ha eseguito un programma di esercizi di respirazione, mentre il secondo gruppo, oltre ali esercizi di respirazione, è stato sottoposto ad un allenamento aerobico della durata di 12 settimane, con cadenza bisettimanale. L'allenamento era basato su sedute della durata di 35 minuti, divise in 5 minuti di riscaldamento, 25 minuti di allenamento aerobico, 5 minuti di riduzione progressiva del lavoro.
Nel corso del periodo di osservazione in entrambi i gruppi è stato mantenuto il trattamento farmacologico più idoneo alla gravità della malattia, per cui l’allenamento è stato sostanzialmente aggiunto alle consuete cure per l’asma bronchiale.

Al termine dello studio è stato evidenziato che il gruppo di pazienti sottoposto ad allenamento aerobico, rispetto al gruppo di controllo che si limitava a compiere esercizi di respirazione, aveva una significativa riduzione dell'iperreattività bronchiale e dei livelli dei marcatori dell'infiammazione. Inoltre, si evidenziava anche una riduzione delle riacutizzazioni asmatiche e un miglioramento della qualità di vita. Questi risultati suggeriscono che l'aggiunta di un programma di esercizi aerobici alla terapia farmacologica può contribuire a migliorare il controllo dell'asma moderata o grave.

Ovviamente l’entità del lavoro deve essere consigliata dal Medico, un asmatico che da anni non esegue attività fisica non deve riprendere bruscamente, ma con carichi molto progressivi.

Dr. Claudio Micheletto
Direttore UOC di Pneumologia
Ospedale Mater Salutis Legnago (VR)