Una recente ricerca della Università di Uppsala (Svezia) dimostra che una specifica regione del cervello, che contribuisce a regolare la sensazione di appetito, è maggiormente attiva dopo una notte insonne piuttosto che dopo una notte trascorsa dormendo normalmente.

I risultati, pubblicati sulla rivista The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, seguono quelli di una ricerca precedente in cui, gli stessi autori, avevano dimostrato che una notte insonne diminuisce il dispendio energetico nel giorno successivo e aumenta la percezione della fame.

In quest’ultimo studio, i ricercatori hanno focalizzato l’attenzione sulle aree del cervello che potessero essere implicate in questo tipo di reazioni alla mancanza di sonno. Dodici uomini normopeso sono stati sottoposti ad una Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI) mentre guardavano immagini di cibi e pietanze vari. L’esperimento è stato effettuato dopo una notte di sonno normale e dopo una notte completamente insonne. Ebbene, le aree cerebrali deputate al controllo dell’appetito, si attivavano molto di più, in risposta alla visione del cibo, dopo una notte insonne, spiegando il possibile aumento di fame.

Tenendo presente che la riduzione delle ore di sonno è un problema crescente nell’era moderna, gli autori dello studio suggeriscono che ritmi sonno-veglia scorretti o poco equilibrati possano aumentare il rischio di aumento di peso, almeno nel medio-lungo termine. Gli autori concludono ipotizzando che dormire almeno 8 ore a notte possa essere un valido aiuto per mantenere un comportamento alimentare regolare e un peso corporeo stabile.

Fonte: Christian Benedict, et al. Acute Sleep Deprivation Enhances the Brain's Response to Hedonic Food Stimuli: An fMRI Study. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 2012; DOI: 10.1210/jc.2011-2759