Uno studio pubblicato dai ricercatori della McMaster University (Hamilton, Canada) sulla celebre rivista scientifica Molecular Psychiatry, rivela che il gene FTO, uno dei geni noti che maggiormente contribuisce al rischio di sviluppare obesità, è anche uno dei cosiddetti “geni della felicità”.

La scoperta degli studiosi cambia il comune modo di percepire il rapporto tra obesità e depressione: finora si era abituati a pensare che i soggetti obesi abbiano la tendenza a diventare depressi a causa del loro aspetto fisico e della conseguente discriminazione sociale, mentre i soggetti depressi acquisiscano uno stile di vita e un comportamento alimentare favorente l’obesità. Ebbene tutto questo non è più vero, alla luce del fatto che la stessa variante del gene FTO che è associata al maggiore rischio di obesità, conferisce un minore rischio di sviluppare depressione, quantificabile nella misura dell’8%.

I risultati dello studio derivano dall’analisi del DNA di 17.200 persone arruolate in 21 paesi diversi all’interno dello studio EpiDREAM. La portata dell’effetto protettivo non è tale da configurare variazioni nel modo di trattare pazienti depressi e obesi, tuttavia fissa un nuovo tassello nella comprensione dei meccanismi genetici alla base della depressione.

 

Fonte:

Z Samaan, S Anand, X Zhang, D Desai, M Rivera, G Pare, L Thabane, C Xie, H Gerstein, J C Engert, I Craig, S Cohen-Woods, V Mohan, R Diaz, X Wang, L Liu, T Corre, M Preisig, Z Kutalik, S Bergmann, P Vollenweider, G Waeber, S Yusuf, D Meyre. The protective effect of the obesity-associated rs9939609 A variant in fat mass- and obesity-associated gene on depression. Molecular Psychiatry, 2012; DOI: 10.1038/mp.2012.160 - http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23164817