Le benzodiazepine sono una classe di farmaci che molto spesso vengono utilizzate per alleviare i sintomi di ansia oppure l'insonnia. Le indicazioni secondo le linee guida prevedono che l'utilizzo di questa classe di farmaci sia fatto in acuto e per brevi periodi di tempo (per al massimo qualche settimana), in quanto l'utilizzo a lungo termine non porta a benefici sul piano cognitivo, si associa a molti effetti collaterali e complicazioni come cadute e fratture (1).

Inoltre il consumo delle benzodiazepine è spesso cronico e soggetto ad abuso, per cui tende ad essere più duraturo e persistente nel tempo. Gli effetti a breve termine sono ben conosciuti, infatti le benzodiazepine agiscono come agonisti a livello dei recettori del sistema gabaergico (il principale sitema neurotrasmettitoriale inibitorio cerebrale), con le ben note azioni sedativa, ansiolitica ed antiepilettica a livello centrale.

Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine esiste ancora un dibattito sul possibile ruolo che possano svolgere le benzodiazepine dal punto di vista cognitivo, infatti i risultati risultano discordanti in quanto alcuni studi hanno riscontrato che negli utilizzatori di benzodiazepine c'é un incrementato rischio di sviluppare demenza e deficit cognitivi, mentre altri studi riportano dati non esaustivi od addirittura riportano di un potenziale ruolo protettivo svolto dalle benzodiazepine (2,3,4).

In particolare in uno studio condotto da Billiotti de Gage e coll. (2012) su un campione di 1.063 pazienti con un età media di 78.2 anni, senza diagnosi di demenza e che non assumevano benzodiazepine almeno nei primi tre anni di follow-up è stato riscontrato che il nuovo utilizzo di benzodiazepine era associato con aumento del rischio di sviluppare demenza.

É possibile che l'effetto sul deterioramento cognitivo o prodementigeno possa essere legato prevalentemente ad alcuni tipi di benzodiazepine (ad esempio quelle con emivita piú lunga che sono soggette a fenomeni di accumulo nei pazienti anziani) oppure che, siccome insonnia e ansia sono dei sintomi aspecifici che precedono di diversi anni lo sviluppo della demenza, l'uso delle benzodiazepine non sia il fattore determinante il suo sviluppo.

In conclusione le benzodiazepine rimangono un utile trattamento per gli stati acuti ansiosi e per l'insonnia. Ma l'utilizzo cronico ed incontrollato di benzodiazepine nel paziente anziano può portare ad degli effetti negativi dal punto di vista fisico (rischio di cadute e conseguenti fratture) e psichico (deficit cognitivi ed aumentato rischio di demenza).

Pertanto l'utilizzo ed i possibili benefici a breve termine delle benzodiazepine devono essere sempre valutati con cautela alla luce di questi eventi avversi, limitando la prescrizione di questi farmaci, ove possibile, solo per poche settimane.

 

Bibliografia

1) Van Strien AM, Koek HL, van Marum RJ, Emmelot-Vonk MH. Psychotropic medications, including short acting benzodiazepines, strongly increase the frequency of falls in elderly. Maturitas 2013.

2) Bocti C, Roy-Desruisseaux J, Roberge P. Research paper most likely schows that benzodiazepines are used to treat early symptoms of dementia. BMJ. 2012 Nov 26;345:e7986.

3) Coyle-Gilchrist IT, Peck LF, Rowe JB. Research papers does not show casual link between benzodiazepine use and diagnosis of dementia. BMJ. 2012 Nov 26;345:e7984.

4) Billioti de Gage S, Bégaud B, Bazin F, Verdoux H, Dartigues JF, Pérès K, Kurth T, Pariente A. Benzodiazepine use and risk of dementia: prospective population study. BMJ. 2012 Sep 27;345:e6231.

5) Gallacher J, Elwood P, Pickering J, Bayer A, Fish M, Ben-Shlomo Y. Benzodiazepine use and risk of dementia: evidence from the Caerphilly Prospective Study (CaPS). J epidemiol Community Health. 2012; 66(10):869-73.