Il Valproato è un farmaco frequentemente utilizzato per il trattamento dell’epilessia e di alcuni disturbi dell’umore e talvolta rappresenta l’unica opzione di trattamento per le donne in età fertile. Tale farmaco, se assunto durante la gravidanza espone il feto ad un aumentato rischio di malformazioni congenite e ad un ritardo nello sviluppo cognitivo, è inoltre associato ad un incremento del rischio di difetti del setto interatriale cardiaco, all’ipospadia, alla palatoschisi, alla craniosinostosi e alla spina bifida.

primo trimestre di gravidanza 

Da uno studio di Jakob Christensen et al. del Aarhus University Hospital condotto sulla popolazione infantile in Danimarca, tra il 1996 e il 2006, è emerso che l’esposizione in utero al valproato è associa ad un incremento del rischio (4,2% ossia 7 volte superiore rispetto alla restante popolazione) per Disturbi dello spettro autistico (tra cui la sindrome di Asperger, l’autismo atipico, e altri disturbi pervasivi dello sviluppo) e ad un rischio del 2,50 % (quindi 15 volte superiore) per l'autismo infantile. 

In conclusione è sempre necessaria una preventiva valutazione del rapporto rischio/beneficio per il trattamento delle donne in età fertile con valproato, alla luce anche della cospicua percentuale di gravidanze non programmate (circa il 50% negli USA).

 

Bibliografia

Jakob Christensen, PhD; Therese Koops Grønborg, MSc; Merete Juul Sørensen, PhD; Diana Schendel, PhD; Erik Thorlund Parner, PhD; Lars Henning Pedersen, PhD; Mogens Vestergaard “Prenatal Valproate Exposure and Risk of Autism Spectrum Disorders and Childhood Autism”, PhD JAMA. 2013;309(16):1696-1703.