Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Depression Research and Treatment evidenzia che i giovani che soffrono di emicrania sono particolarmente a rischio di ammalarsi di depressione.

In particolare, le donne al di sotto dei 30 anni hanno un rischio 6 volte superiore di sviluppare depressione rispetto alle ultrasessantacinquenni.

L’analisi dei dati raccolti su un campione di 65000 cittadini canadesi, conferma che l’emicrania colpisce preferenzialmente le donne (1 donna colpita ogni 7) rispetto agli uomini (1 uomo colpito ogni 16), così come già evidenziato da precedenti studi, e dimostra che l’emicrania costituisce un importante fattore di rischio per lo sviluppo della depressione, tanto che ne raddoppia il rischio (uomini 8,4% rispetto al 3,4% senza emicrania; donne 12,4% rispetto al 5,7% senza emicrania).

Inoltre, la presenza di emicrania aumenta fortemente il rischio di sviluppare ideazione suicidaria e di mettere in atto comportamenti autolesivi, soprattutto nei giovani sotto i 30 anni, sia uomini che donne (uomini 15,6% rispetto a 7,9% senza emicrania; donne 17,6% rispetto a 9,1% senza emicrania).

La causa di questa evidente associazione emicrania-depressione-ideazione suicidaria non è ancora nota. L’ipotesi degli autori sulle possibili cause, soprattutto rispetto al coinvolgimento delle persone più giovani, è il non aver ancora trovato trattamenti adeguati e non aver ancora sviluppato adeguate strategie di coping per minimizzare il dolore e l’impatto di questa malattia cronica con cui convivere per il resto della vita.

Gli autori sottolineano l’importanza dei dati forniti da questo studio per la futura implementazione della valutazione dei pazienti giovani con emicrania con strumenti clinici e testistici in grado di individuare precocemente depressione ed ideazione suicidaria.

 

Fonte:

Esme Fuller-Thomson, Meghan Schrumm, Sarah Brennenstuhl. Migraine and Despair: Factors Associated with Depression and Suicidal Ideation among Canadian Migraineurs in a Population-Based Study. Depression Research and Treatment, 2013; 2013: 1 DOI: 10.1155/2013/401487