L’istituzione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, risale al 18 dicembre 2007: adottando la Risoluzione 62/139, si decise di proclamare la data del 2 Aprile Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sull’Autismo, tutti gli anni ad iniziare dal 2008, invitando ed incoraggiando tutti gli Stati Membri ad intraprendere e sostenere iniziative volte a sensibilizzare la società tutta sulla condizione autistica.

Il colore blu è quello scelto ed adottato nella giornata del 2 Aprile, da tutti gli Stati partecipi, per illuminare piazze e monumenti significativi e connotare le varie manifestazioni previste per l’occasione.

La giornata del 2 Aprile offre l’opportunità di riflettere su una condizione clinica complessa ed articolata nelle manifestazioni sintomatiche, nelle necessità terapeutiche e nei bisogni assistenziali.

 

ELEMENTI DIAGNOSTICI

I progressi nel campo delle neuroscienze cognitive, delle neuroimaging, della genetica e dell’epidemiologia hanno suggerito l’opportunità di raggruppare le condizioni di autismo all’interno dei cosiddetti disturbi del neurosviluppo, un gruppo di quadri clinici che, pur nella diversità delle manifestazioni sintomatiche, condividono: l’esordio precoce, cioè nei primi anni dello sviluppo; una eziologia multifattoriale, con fattori di predisposizione neurogenetica e neurobiologica; presenza di sintomi che compromettono il funzionamento e la qualità di vita complessiva di un individuo. Inoltre, la parola spettro che si accompagna alla condizione autistica sottolinea la eterogenicità dei quadri clinici, sia in termini di aggregazione sintomatica sia in termini di gravità di compromissione del funzionamento e delle capacità individuali.

I quadri di spettro autistico condividono la compromissione nella comunicazione sociale e nella interazione sociale in diversi contesti e la presenza di comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi: tuttavia queste due dimensioni di compromissione, pur essendo gli elementi cardine della diagnosi, sono variamente presenti in ogni individuo, con livelli diversi di gravità e compromissione e variamente associati ad altre caratteristiche cliniche che condizionano, complessivamente, il quadro clinico e quindi le necessità terapeutico-assistenziali. 

Le caratteristiche cliniche aggiuntive sono la presenza o meno di compromissioni nel funzionamento intellettivo, nel linguaggio, la presenza di altri disturbi o condizioni mediche associati o l’inclusione della sintomatologia autistica in quadri genetici definiti.

 

CONSIDERAZIONI TERAPEUTICHE E D'INTERVENTO

I dati di prevalenza nazionali ed internazionali, pur nelle loro differenze, concordano nel tracciare un trend di aumento della prevalenza dei disturbi del neurosviluppo e, al loro interno, dei disturbi dello spettro autistico.

Ciò impone necessariamente delle riflessioni in termini di politiche sanitarie, di pianificazione di linee guida e buone prassi operative per tracciare percorsi terapeutico assistenziali fondati sull’evidenza scientifica e condivisi dalla comunità scientifica.

 

LA FAMIGLIA E L'EQUIPE TERAPEUTICA

All’interno di questo quadro, sempre maggiore evidenza e supporto riceve il ruolo imprescindibile e centrale della famiglia, come mediatore di esperienze, apprendimento e comprensione delle situazioni.

Studi multicentrici e pluridisciplinare, effettuati in più centri nel mondo da équipe di cura, hanno dimostrato l'utilità del supporto alla famiglia e l’opportunità di fare interventi tesi a creare una rete tra specialisti di varie discipline, in cui neuropsichiatri infantili, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, terapisti, educatori, pediatri, genetisti, neurologi, neurofisiologi, nella specificità dei propri ruoli, possano confrontarsi e collaborare per migliorare il benessere delle persone affette da disturbo dello spettro autistico e i loro familiari, e costruire l’inclusione e l’integrazione sociosanitaria.

 

INTEGRAZIONE TRA DISCIPLINE E TRATTAMENTI CONGIUNTI

Parallelamente ai trattamenti riabilitativi, psicoeducatici, psicopedagogici, anche la psicoterapia analitica e i trattamenti psicoanalitici rivolti alle persone con sindrome dello spettro autistico da bambini e fino all'età adulta, permette di sviluppare delle "funzioni" mentali che migliorano le capacità di apprendimento, la gestione dell'emotività e dell'impulsività, le interazione e i rapporti al'interno del nucleo familiare, a scuola e nel gruppo allargato.

Numerosi studi, scritti, report ed esperienze cliniche di équipes integrate di specialisti e terapisti, evidenziano come anche il supporto psicologico e psicoterapeutico rivolto a genitori, fratelli e nonni costituisca uno strumento efficace e necessario, poiché aiuta ad sopportare meglio la sofferenza personale e per il proprio familiare, ad affrontare con maggiori strumenti emotivi e cognitivi le difficoltà, a partecipare più consapevolmente e attivamente alle cure, a gioire dei piccoli o grandi cambiamenti, progressi, momenti positivi che ogni giorno porta incontro.