Segnalo l’uscita di un lavoro del collega De Vincentiis, che indaga sulla validità della psicoterapia psicoanalitica dei disturbi d’ansia.

Molte sono le discussioni informali che con Armando abbiamo avuto sull’argomento, insieme a colleghi psicoanalisti e non. Alcune più accese, altre più pacate. Alla fine però ciascuno rimaneva del proprio parere. Già, perché allo stato attuale non tutti gli indirizzi psicoterapeutici concordano sulla necessità di protocolli validati, di solidi canoni metodologici capaci di far luce in modo empirico su ciò che è valido e affidabile in terapia, e per quale tipo di disturbo.

È però un fatto che alcune classi di disturbi, ad esempio i disturbi d’ansia gravi e invalidanti come le ossessioni e il panico, si mostrano più resistenti ai trattamenti non specifici, cioè quelli in cui il lavoro terapeutico non prevede azioni dirette alle manifestazioni del problema: i sintomi e le tentate soluzioni messe in atto dal paziente per cercare di farvi fronte. Davanti alla sofferenza acuta dal paziente, che s’impone concretamente come uno schiaffo su chi gli sta di fronte, due sono gli atteggiamenti che si possono adottare. Il primo è impegnarsi subito per cercare di ridurre il disagio, rivolgendosi alla natura del problema, come quando una casa brucia e si corre a spegnere l’incendio. Si avrà tempo dopo, per indagare sulle cause che lo avevano provocato. L’altro atteggiamento consiste nel mettere in secondo piano l’urgenza (la casa brucia, ma non è poi così grave) privilegiando invece la ricerca delle cause e le interpretazioni. La prima posizione è quella delle terapie attive e focalizzate, mentre la seconda è la preferita delle terapie cosiddette umanistiche e psicoanalitiche.

Il libro di De Vincentiis è un contributo per cercare di far luce, mettendo la psicoanalisi alla prova dei fatti. È articolato come una perizia tecnica composta da cinque interrogativi, ai quali l’autore dà altrettante risposte traendo informazioni da ciò che allo stato attuale si sa su psicoterapia e psicoanalisi. Non c’è alcuna pretesa epistemologica, è privilegiato l’aspetto pragmatico/empirico. Le domande sono le stesse che potrebbe porsi un potenziale paziente. Questa terapia per il mio problema funziona o non funziona? In quanto tempo? Ce ne sono altre che funzionano meglio? E soprattutto, perché funziona o non funziona? È lo spirito pragmatico di una vera e propria perizia, nessuna critica all'onestà intellettuale di Freud o sulla sua moralità, come nella maggior parte dei testi critici sulla psicoanalisi, solo un approfondimento al microscopio delle tecniche e del loro valore terapeutico.

Il testo, anche in formato e-book, sarà disponibile entro la fine di gennaio presso le maggiori librerie online o direttamente dall'editore, all’indirizzo: info@libellulaedizioni.com.

Cover del libro:

Cover Lontano dall'ansia e dalla psicoanalisi